Rischio infarto: per l’Iss il 7,7% degli uomini e il 2,6% delle donne nei prossimi 10 anni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'Istituto Superiore di Sanità ha quantificato, sulla base di parametri specifici, la probabilità che un individuo possa essere colpito da un evento cardiovascolare maggiore come l'infarto o l'ictus nel corso del prossimo decennio. I dati, che si basano su un'analisi di sesso, età, pressione arteriosa, trattamento per l'ipertensione, colesterolemia, abitudine al fumo e diabete, delineano un quadro nel quale la percentuale di uomini esposti a tale evenienza si attesta al 7,7%, una cifra che scende al 2,6% per quanto concerne la popolazione femminile.

Le malattie cardiovascolari in Italia

Questi numeri acquistano un peso particolare se calati nel contesto nazionale, dove le patologie che colpiscono il sistema circolatorio, comprendendo le malattie ischemiche del cuore e quelle cerebrovascolari, si configurano come la principale causa di mortalità. Esse, stando alle ultime rilevazioni disponibili, sono responsabili del 30,9% di tutti i decessi, un dato che si traduce in oltre 220mila morti ogni anno e in un costo stimato per il Servizio sanitario nazionale di 42 miliardi di euro, cifre che rendono l'idea della portata di un fenomeno che non ha eguali.

I fattori di rischio prevalenti

A rendere ancor più concrete queste proiezioni contribuiscono i risultati della sorveglianza Passi, riferiti al biennio 2023-2024, dai quali emerge come quattro italiani su dieci presentino almeno tre fattori di rischio cardiovascolare concomitanti. Tra di essi, alcuni sono riconducibili a stili di vita, come la sedentarietà, il consumo di tabacco, l'eccesso di peso e un apporto insufficiente di frutta e verdura; altri, invece, afferiscono a condizioni cliniche già conclamate, quali il diabete, l'ipertensione o l'ipercolesterolemia, le quali, se non adeguatamente controllate, concorrono ad alzare significativamente il livello di pericolo.

L’importanza della prevenzione

La campagna di sensibilizzazione promossa in occasione della Giornata Mondiale del Cuore ha proprio l'obiettivo di richiamare l'attenzione sull'importanza della prevenzione, puntando i riflettori sui principali elementi che minano la salute di un organo vitale e dei vasi sanguigni. L'iniziativa, nel solco di quanto indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che stima in 19,8 milioni i decessi globali per cause cardiovascolari, intende dunque promuovere una maggiore consapevolezza di quelle che sono le misure necessarie per contrastare una piaga che, ogni singolo giorno, provoca in Italia una media di 603 vittime.

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