Rischio cuore: un uomo su tredici a rischio eventi maggiori. Lo studio Iss fotografa la salute cardiovascolare degli italiani.
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Redazione Salute
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I dati preliminari dell'“Italian Health Examination Survey – Progetto Cuore” per il biennio 2023-2024, diffusi in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, rivelano una significativa differenza di rischio cardiovascolare tra uomini e donne in Italia. L'Istituto Superiore di Sanità stima che il 7.7% degli uomini e il 2.6% delle donne di età compresa tra i 35 e i 74 anni abbia un'alta probabilità di andare incontro a un evento maggiore come infarto del miocardio o ictus nel prossimo decennio. Questo significa che circa un uomo su tredici si trova in questa condizione di pericolo, un'incidenza quasi tre volte superiore a quella femminile.
La progressione del rischio con l'età
L'analisi dell'Iss scompone il pericolo per fasce d'età, mostrandone la chiara progressione con l'avanzare degli anni. Negli uomini, la percentuale è dell'1.6% tra i 35 e i 44 anni, quadruplica al 4% tra i 45 e i 54 anni, per poi crescere marcatamente superati i 55 anni: tocca il 9.4% tra i 55 e i 64 anni e raggiunge un picco del 16.9% tra i 65 e i 69 anni. In questa fascia, quasi un uomo su sei è esposto a una concreta probabilità di eventi cardiovascolari gravi.
Il peso delle malattie cardiovascolari in Italia
Questi numeri si inseriscono in un contesto dove le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia, con un bilancio che supera i 220mila decessi all'anno. A questo si accompagna un onere economico per il Servizio sanitario nazionale stimato in 42 miliardi di euro. La rilevazione dei fattori di rischio, molti dei quali sono comportamentali e modificabili, rappresenta quindi il primo passo fondamentale per qualsiasi strategia di contenimento.
Prevenzione: l'arma più efficace
Secondo Massimo Grimaldi, presidente dell'Anmco, "la prevenzione è la prima arma, forse la più importante, per mantenere in salute il proprio cuore". Un approccio preventivo, che passa attraverso il controllo periodico dei valori ematici e della pressione, l'astensione dal fumo e uno stile di vita attivo, si stima possa scongiurare fino all'80% degli eventi cardiovascolari acuti. La consapevolezza e le scelte individuali supportate da corretta informazione possono alterare significativamente la traiettoria del rischio personale.




