Nba, i Knicks mettono il 2-0 nella finale a Est: Cleveland ormai con le spalle al muro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Madison Square Garden, nonostante il caro prezzi che caratterizza questa fase decisiva della stagione, continua a registrare il tutto esaurito e a offrire ai propri giocatori quel sostegno capace talvolta di ribaltare l’inerzia di una partita. E proprio tra quelle mura amiche, i New York Knicks hanno messo il sigillo sulla seconda sfida delle finali della Eastern Conference, imponendosi sui Cleveland Cavaliers con il punteggio di 109. Un successo, questo, che porta la serie sul 2-0 e che costringe ora gli avversari – reduci da una sconfitta pesante non solo nel risultato ma anche nel modo in cui è maturata – a vincere entrambe le prossime due gare in programma in Ohio, se vogliono evitare un’eliminazione secca (il cosiddetto “cappotto”) e riaprire la contesa.

Un avvio equilibrato, poi l’allungo decisivo nel terzo quarto

Dopo l’intervallo lungo, sul punteggio di 53-49 per i padroni di casa, ci si attendeva una reazione immediata dei Cavs, ma è accaduto esattamente il contrario. All’inizio del terzo quarto, una tripla di Jalen Brunson – il quale ha chiuso la sua prova con 19 punti e 14 assist – ha innescato un parziale devastante di 18-0 che ha di fatto indirizzato la partita sui binari voluti da Tom Thibodeau, l’allenatore dei newyorkesi. Da quel momento, Cleveland non è più riuscita a riavvicinarsi, subendo l’impeto offensivo di una squadra che, al contrario di gara-1, non ha dovuto rincorrere fino all’ultimo respiro per strappare la vittoria.

Josh Hart protagonista assoluto, Mitchell non basta ai Cavs

Se nella prima sfida erano serviti supplementari e una rimonta da 22 punti a meno di otto minuti dalla fine per domare i Cavaliers, stavolta i Knicks hanno invece dominato senza particolari patemi. Il protagonista della serata è stato Josh Hart, che ha fatto registrare il suo massimo in carriera nei playoff: 26 punti, molti dei quali arrivati nei momenti cruciali del match. Dall’altra parte del parquet, non sono bastati i 26 punti di Donovan Mitchell, bravo a tenere a galla la propria squadra per lunghi tratti ma incapace – da solo – di scalfire la solidità difensiva dei padroni di casa. Per i Cavs, che avevano chiuso la regular season con ben altre ambizioni, la situazione si fa ora drammaticamente complicata: tornare a giocare davanti al proprio pubblico rappresenta l’ultima chance per evitare che la serie si chiuda anzitempo.

New York a due vittorie dalle Finals: l’assalto a un sogno inseguito dal 1999

Questa vittoria – la nona consecutiva complessiva per i Knicks, a riprova dello straordinario momento di forma della rosa – li avvicina pericolosamente a un traguardo storico. Mancano infatti solo due successi per raggiungere le prime Nba Finals dal 1999, anno in cui New York disputò l’ultima serie decisiva per il titolo. L’approccio mentale mostrato nella notte italiana è stato diametralmente opposto a quello della vigilia: smaltita la paura di gara-1, quando il -22 sembrava preludere a una sconfitta certa, la squadra ha giocato con una lucidità e una cattiveria agonistica rare. Cleveland, dal canto suo, dovrà trovare in fretta le contromisure tecniche e psicologiche per non lasciarsi travolgere, anche perché l’inerzia della serie – in questi playoff così lunghi e dispendiosi – è ormai tutta dalla parte dei newyorkesi.

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