Fiumi in calo in Emilia-Romagna, ma l’allerta rossa non si placa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo ore di tensione, i fiumi dell’Emilia-Romagna e della Toscana hanno iniziato a ritirarsi, segnando un netto miglioramento rispetto ai picchi di piena registrati nelle ultime 48 ore. Nella notte, i livelli idrici sono scesi sotto la soglia critica, compreso quello del Lamone, che aveva destato particolare preoccupazione a Faenza, dove nel tardo pomeriggio di venerdì si temeva il ripetersi degli eventi drammatici del maggio 2023 e del settembre 2024. I colmi di piena, transitati verso valle, hanno lasciato spazio a un calo significativo, sebbene l’allerta rossa rimanga attiva su gran parte della regione. Nel Ravennate, le scuole e i centri di aggregazione restano chiusi, mentre le autorità locali continuano a monitorare la situazione con cautela.

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha sottolineato l’importanza delle ordinanze preventive, che hanno permesso di ridurre i rischi e limitare i danni. Trentuno strade hanno subito interruzioni, tre delle quali sono ancora chiuse, con un conto dei danni stimato in circa 5 milioni di euro. «Non possiamo permetterci di sottovalutare il fenomeno», ha dichiarato Lepore, ricordando come l’organizzazione dell’emergenza sia stata diversa rispetto all’ottobre scorso, quando la regione aveva affrontato una situazione analoga. Nonostante il miglioramento, la preoccupazione per le frane resta alta, specialmente a San Benedetto Val di Sambro, dove una frana in peggioramento ha spinto le autorità a chiedere l’intervento immediato della Regione.

A Bagnacavallo, il sindaco Matteo Giacomoni ha espresso un cauto sollievo: «Siamo stati miracolati», ha affermato, riferendosi alla frazione di Traversara, che ancora porta i segni visibili delle alluvioni dello scorso settembre. Questa volta, fortunatamente, i danni sono stati contenuti, ma il ricordo di quanto accaduto in passato è ancora vivido. La perturbazione, che aveva fatto temere il peggio, si è attenuata, lasciando spazio a una tregua momentanea, sebbene il timore per nuove frane e smottamenti continui a pesare sulle aree più vulnerabili.

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