Conte e il futuro: nessun contatto per la panchina azzurra, lo dice lui a Dazn
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nella giornata che incoronerà la nuova campione del mondo tra Spagna e Argentina, arriva una chiosa che fa rumore in casa azzurra, ovvero quella di Antonio Conte. L'ex tecnico del Napoli, ospite negli studi di Dazn per il lungo pre-partita della finale iridata, ha infatti spento sul nascere le voci che lo vorrebbero prossimo commissario tecnico della Nazionale. "Se sono stato contattato per la panchina? No", ha dichiarato il salentino con la consueta schiettezza, chiudendo di fatto le porte a un clamoroso ritorno sulla panchina dell'Italia a breve termine.
Sebbene sia da sempre il nome che gli appassionati accostano con maggiore insistenza all'idea di un nuovo progetto tecnico per il Club Italia, il diretto interessato ha smentito qualsiasi interlocuzione in tal senso.
Addio Napoli e l'eredità lasciata in Campania
A quasi due mesi dalla separazione dal Napoli, avvenuta al termine di due annate che lo stesso Conte ha definito "splendide", l'attenzione si era inevitabilmente spostata sulle sue prossime mosse. Il tecnico salentino, che ha riconsegnato lo scudetto alla città partenopea nella prima stagione dopo un periodo difficile e ha aggiunto una Supercoppa Italiana al suo palmares personale, aveva lasciato il posto a Massimiliano Allegri.
La sua decisione, maturata già qualche settimana prima della fine del campionato, è stata presa dopo aver constatato che il progetto si era esaurito, con l'obiettivo di portare unità in un ambiente che Conte stesso ha riconosciuto di non essere riuscito a compattare completamente. La notizia, resa nota attraverso una conferenza stampa congiunta con il presidente Aurelio De Laurentiis, ha segnato la fine di un'era.
Durante il suo biennio in riva al Vesuvio, Conte ha saputo rialzare le sorti di una squadra che veniva da una stagione complicata, dimostrando ancora una volta la sua capacità di rigenerare gli ambienti e di lottare per i vertici della classifica. Il suo addio, pur nel rispetto reciproco e nei saluti affettuosi ai tifosi, ha aperto un grande punto interrogativo sul suo futuro che, come ha tenuto a precisare, potrebbe anche risolversi in un periodo di pausa e riposo.
La risposta sul futuro e le parole sulla fede
Interrogato proprio sugli scenari che lo attendono, Conte è stato criptico ma rassicurante sul suo stato d'animo: "Vediamo situazioni e sviluppi durante l'anno". Un'affermazione che lascia spazio a molteplici ipotesi e che spazza via qualsiasi pronostico affrettato circa una sua prossima collocazione. Alla base di questa sua attitudine a vivere il presente senza farsi prendere dalla frenesia del futuro, sembra esserci anche una solida base personale.
Nel corso della stessa intervista, Conte ha infatti rivelato un aspetto intimo e poco noto del suo carattere, parlando delle sue abitudini prima delle partite. Nel mondo del calcio, popolato da riti scaramantici di ogni genere e spesso condito da gesti scaramantici, l'ex tecnico azzurro ha spiazzato i presenti, ammettendo di non essere superstizioso. "Non ho alcun rito – ha confessato – faccio solo il segno della croce perché sono cristiano, cattolico e praticante".
Un'affermazione che dipinge il ritratto di un uomo che, al di là della grinta mostrata in panchina, trova nella fede un punto di riferimento lontano dalle scaramanzie del mondo del pallone.
Il rilancio azzurro e la mancata chiamata
Il tema più caldo, però, rimane quello legato alla panchina azzurra, attualmente affidata al nuovo presidente federale Giovanni Malagò, con il supporto del direttore tecnico Paolo Maldini e dell'advisor Leonardo. La Federazione, dopo un periodo di profonda crisi culminato con la mancata qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva, sta cercando di rilanciare il progetto della Nazionale. Proprio su questo fronte, Conte ha voluto esprimere la sua fiducia nella nuova dirigenza, affermando che con Malagò e Maldini l'Italia tornerà in alto.
Tuttavia, ha ribadito con fermezza la sua estraneità alla corsa per la successione in panchina, pur essendo uno dei nomi più gettonati insieme a quelli di Andrea Pirlo e Roberto Mancini. "Nessuno mi ha chiamato", ha precisato Conte, chiudendo di fatto una porta che molti davano per spalancata. Questa presa di posizione netta costringe gli osservatori a riconsiderare le opzioni a disposizione del nuovo corso federale, portando l'attenzione su altre piste.
Il futuro di Conte resta quindi un affascinante enigma, con il tecnico che si è preso tutto il tempo necessario per valutare le prossime opportunità, senza lasciarsi condizionare dalle voci di mercato, concentrandosi esclusivamente sul presente e sul match clou tra i campioni d'Europa e la Selección campione del Sudamerica.




