Juve, addio Arthur: risoluzione ufficiale dopo sei anni e 63 presenze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus e Arthur Henrique Ramos De Oliveira Melo hanno ufficialmente chiuso il loro rapporto, con la risoluzione consensuale del contratto che legava il centrocampista brasiliano al club bianconero. Un epilogo, per certi versi scontato, che arriva a un anno dalla scadenza naturale dell'accordo, ma che chiude definitivamente una delle operazioni di mercato più discusse e onerose degli ultimi anni per la società torinese.

La nota ufficiale della Juventus ha messo fine a un'avventura iniziata nell'estate del 2020, quando il giocatore arrivò a Torino dal Barcellona per una cifra che, tra parte fissa e bonus, raggiungeva gli 80 milioni di euro, nell'ambito del celebre scambio che portò Miralem Pjanic in Catalogna.

Un costo record per poche presenze

Il bilancio dell'esperienza di Arthur in maglia bianconera è impietoso se rapportato all'investimento sostenuto: in sei stagioni, il brasiliano ha collezionato appena 63 presenze, con un costo medio che supera 1,5 milioni di euro a partita. Un dato che tiene conto non solo del cartellino, ma anche degli ingaggi lordi percepiti dal giocatore in questi anni, che inizialmente si aggiravano intorno ai 12 milioni di euro annui per poi essere ridimensionati in occasione dei vari prestiti che ne hanno caratterizzato la seconda parte dell'avventura italiana.

La società bianconera ha infatti cercato in tutti i modi di limitare il peso economico di un'operazione che, tra ammortamenti e stipendi, ha inciso pesantemente sui conti del club.

I prestiti e la volontà del giocatore

Dopo due stagioni in cui Arthur era stato utilizzato con una certa continuità, il suo rapporto con la Juventus si era progressivamente incrinato a causa di infortuni, cambi di allenatore e una condizione fisica che non gli ha mai permesso di esprimere appieno il suo talento. Da quel momento, è cominciato un lungo peregrinare in prestito che lo ha portato a vestire le maglie di Liverpool, Fiorentina, Girona e, nell'ultima stagione, del Gremio, la sua ex squadra in Brasile.

La risoluzione anticipata del contratto è stata fortemente voluta dallo stesso calciatore, che ha spinto insieme al suo agente per ottenere la libertà di scegliere autonomamente la prossima destinazione senza dover attendere le decisioni della Juventus, ormai da tempo escluso dal progetto tecnico.

L'impatto sui conti bianconeri

La separazione, come comunicato dalla stessa Juventus, avrà un effetto negativo di circa 6 milioni di euro sul bilancio del club, legato con ogni probabilità a una svalutazione del diritto alle prestazioni sportive del giocatore, una pratica già adottata in passato per casi simili come quelli di Higuain, Matuidi e Bonucci. Un costo che la società ha comunque ritenuto necessario sostenere per chiudere definitivamente una vicenda che, sul piano economico, si è rivelata un vero e proprio salasso.

Nonostante la minusvalenza, l'operazione consente alla Juventus di liberare spazio nel monte ingaggi, offrendo alla dirigenza rappresentata da Giovanni Carnevali e Ricky Massara un margine di manovra più ampio per eventuali operazioni in entrata, con il nome di Franck Kessié che rimane caldo per il centrocampo di Luciano Spalletti.

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