La gita a Firenze, il malore in bici elettrica: non si riprende più, morto il diciassettenne Gerlando Falzone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il turismo scolastico nel capoluogo toscano si è trasformato in una tragedia improvvisa, di quelle che lasciano interdetto anche chi ascolta la notizia a distanza. Gerlando Falzone, studente di appena diciassette anni originario di Adrano, in provincia di Catania, ha perso la vita nel pomeriggio di venerdì 10 aprile mentre si trovava in sella a una bicicletta elettrica. Secondo una prima e parziale ricostruzione fornita dagli inquirenti, il ragazzo, in gita con i compagni di classe e i professori dell’istituto che frequentava in Sicilia, avrebbe accusato un improvviso malore, perdendo conoscenza senza più riprendersi, nonostante la tempestività dei soccorsi giunti sul posto.

L’autopsia disposta per martedì e il cordoglio del sindaco

La Procura della Repubblica di Firenze, come prevede la prassi in caso di decessi che presentano zone d’ombra o che avvengono in circostanze pubbliche, ha subito avviato gli accertamenti del caso, disponendo il sequestro della salma. L’esame autoptico, unico strumento tecnico in grado di fugare ogni dubbio sulle cause esatte dello stop cardiaco, è già stato fissato per martedì 14 aprile. In attesa di quei risultati, il sindaco del comune etneo, Fabio Mancuso, ha espresso il dolore della comunità d’origine, definendosi "senza parole e basito" di fronte a una notizia che ha spezzato l’entusiasmo di un viaggio pensato per essere un momento di crescita e condivisione.

Il peso di un nome: il ricordo del nonno eroe

Gerlando Falzone non era un nome qualsiasi per chi conosce la storia locale di Adrano, e lo stesso ragazzo ne era profondamente consapevole. Portava infatti il nome del nonno, un omonimo appuntato della polizia deceduto in servizio nel lontano 1968, quando affrontò un delinquente barricato in casa. Un retaggio familiare che il diciassettenne custodiva con orgoglio, lontano dagli sviluppi giudiziari di questa vicenda, che al momento restano confinati alla sola necessità di chiarire una fatalità medica. La sua scomparsa getta un’ombra dolorosa su quella che doveva essere una semplice giornata di svago tra i monumenti del capoluogo regionale.

L’istante fatale e i soccorsi

Secondo le informazioni raccolte, l’incidente (se così si può definire un malore in corsa) è avvenuto mentre il gruppo stava effettuando un giro turistico. Lui era in sella a un mezzo a pedalata assistita quando, all’improvviso, ha accusato il malore accasciandosi al suolo. I sanitari del 118 sono intervenuti prontamente, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano, tanto che il decesso è stato constatato poco dopo il trasporto in ospedale. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’esame autoptico che, si spera, possa fornire risposte certe alla famiglia Falzone, raggiunta dai parenti in Toscana nelle ore successive alla tragedia.

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