Roma, schianto sulla Colombo: morto il diciassettenne Giacomo Bracaletti
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Redazione Interno
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La carreggiata centrale di via Cristoforo Colombo, all’altezza del km 12.600 nel tratto che conduce verso Ostia, si è trasformata nuovamente in un teatro di morte nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 marzo. Intorno alle due, il silenzio della direttrice – strada che i romani conoscono bene per il suo scorrimento veloce anche nelle ore piccole – è stato lacerato dal fragore di uno scontro frontale-laterale tra una minicar e un’auto. Sul posto, i vigili urbani hanno trovato una scena che lasciava poco spazio all’immaginazione: la Toyota Yaris, condotta da un uomo di 53 anni, risultava ferma di traverso, mentre la Ligier guidata dal giovane Giacomo Bracaletti era quasi spezzata in due, una massa di lamiera contorta che raccontava la violenza inaudita dell’impatto senza bisogno di parole.
Per il ragazzo di 17 anni, studente al liceo scientifico Cannizzaro, non c’è stato nulla da fare. I rilievi del personale della polizia locale, coadiuvato dai vigili del fuoco che hanno lavorato per estrarre i corpi dalle lamiere, si concentrano ora su una dinamica che appare complessa: la minicar, un veicolo dalla struttura leggera e solitamente associato a spostamenti urbani a bassa velocità, ha impattato contro un’utilitaria di stazza superiore in circostanze che gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire. Il conducente della Yaris, Adriano, cinquantatreenne romano, è rimasto coinvolto nell’incidente ma ha riportato ferite non letali, prestando comunque le proprie dichiarazioni agli agenti in merito a quanto accaduto pochi istanti prima dell’arrivo delle ambulanze del 118.
Giacomo, figlio di una commercialista e di un ingegnere, non era solo al momento dello schianto. Sul sedile del passeggero viaggiava un suo coetaneo, Leon, che quella notte ha condiviso con l’amico gli ultimi momenti prima della tragedia. La madre di Leon, raggiunta dalla notizia, ha affidato agli amici il proprio sconforto misto a un senso di incredulità: un sospiro di sollievo per la sopravvivenza del figlio si accompagna alla disperazione per la perdita di Giacomo, un ragazzo descritto come legatissimo al gruppo di amici. Erano entrambi felici, quella sera, tanto che Giacomo aveva con sé i biglietti per la partita della Roma, un dettaglio che restituisce il clima spensierato interrotto bruscamente sull’asfalto della Colombo.
L’ultima notte e i soccorsi
Sul luogo dell’incidente – nel territorio di Mostacciano, in direzione di Mezzocammino – l’intervento dei sanitari si è rivelato tempestivo ma purtroppo inutile per il diciassettenne. Il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso del giovane alla guida della Ligier, mentre il passeggero, sebbene sotto choc e provato, è stato estratto dalle lamiere e affidato alle cure dei medici. I vigili urbani, competenti per la zona, hanno eseguito i consueti rilievi planimetrici e fotografici, cercando di stabilire con esattezza la dinamica dei due veicoli: la Yaris, una volta terminata la sua corsa, giaceva di traverso occupando parte della carreggiata centrale, un indizio che potrebbe suggerire manovre di svolta o tentativi di evitamento avvenuti forse in frazioni di secondo.
Le verifiche degli inquirenti
L’incidente riaccende inevitabilmente l’attenzione sulle condizioni di sicurezza di via Cristoforo Colombo, un asse viario che nel corso degli anni è stato teatro di numerosi sinistri, specialmente nelle ore notturne quando la visibilità si riduce e la velocità media tende ad aumentare. Gli investigatori della polizia locale stanno ora acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo il tracciato, nella speranza di ottenere un quadro più chiaro dei secondi antecedenti l’urto. Al momento, non sono emerse ipotesi definitive riguardo a eventuali distrazioni, mancate precedenze o guasti meccanici; gli accertamenti si concentrano sulla verifica delle condizioni dei due mezzi e sulla eventuale presenza di tracce di frenata sull’asfalto.
Il cordoglio silenzioso
La notizia della morte di Giacomo Bracaletti si è diffusa rapidamente tra i compagni di scuola e le frequentazioni del ragazzo, che frequentava il Seraphicum prima di approdare al Cannizzaro. La sua figura viene ricordata come quella di un giovane pieno di progetti, legato alla famiglia e agli amici con cui condivideva la passione per lo sport e la vita sociale. I genitori del diciassettenne, assistiti dalle forze dell’ordine nelle procedure di riconoscimento, restano ora in attesa degli sviluppi delle indagini che dovranno chiarire la responsabilità oggettiva dell’accaduto. Nel frattempo, la vettura coinvolta è stata posta sotto sequestro dalla magistratura, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, come da prassi in casi analoghi che coinvolgono vittime minorenni.




