Mattia, diciassettenne ucciso in bicicletta su corso Francia a Roma
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Redazione Interno
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La notte tra il 2 e il 3 ottobre, poco dopo le due, la vita di Mattia Nicholas Liguori si è spenta in un istante, stroncata da un impatto violento su corso Francia, un grande asse viario di Roma che, nonostante la sua pericolosità già nota, continua a mietere vittime. Il diciassettenne, che avrebbe compiuto diciotto anni a dicembre, stava pedalando sulla sua bicicletta e attraversava sulle strisce pedonali, all’altezza del civico 115A in direzione del centro, quando una Volkswagen Golf lo ha investito con una forza tale da non lasciargli scampo. Trasportato d'urgenza al Policlinico Gemelli, dove i medici hanno tentato l'impossibile per salvarlo, è morto poche ore dopo il ricovero. Con lui, al momento dell’incidente, c’era un amico diciannovenne il quale, seppur ferito, è riuscito a scamparla.
Mattia: una vita di impegno e passione
Mattia stava facendo ritorno a casa, nella zona di Cortina d’Ampezzo, dopo aver preso parte a una manifestazione di solidarietà per la Freedom Flotilla che si era tenuta in serata nella Capitale. Un impegno, il suo, che si univa a una personalità vivace e appassionata: era uno studente della Rome International Model United Nations e un giovane musicista, dotato di una sensibilità che i suoi coetanei non esitano a ricordare. La madre, in un commovente post sui social network, lo ha definito “l’amore più grande della mia vita”, una dichiarazione d’affetto che racchiude tutto il dolore per un futuro negato.
Corso Francia: una strada pericolosa e altre vittime
Quella di Mattia non è, purtroppo, una storia isolata per corso Francia, un tratto di strada che negli ultimi anni è diventato tristemente noto per una serie di incidenti mortali. Nel 2022, in quello stesso luogo, perse la vita Leonardo Lamma; due anni prima, toccò a Gaia Von Freymann e a Camilla Romagnoli, le cui esistenze furono spezzate in circostanze del tutto simili. Una concatenazione di tragedie che disegna un quadro allarmante sulla sicurezza stradale in quell’area, un problema annoso e irrisolto che le istituzioni locali non sono ancora riuscite a sanare in maniera definitiva.
La petizione per la sicurezza e la giustizia
Proprio per scuotere le coscienze e chiedere interventi immediati, gli amici di Mattia hanno lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org, intitolata “Una petizione per il nostro amico Mattia, basta morti su Corso Francia”. L’appello, che in poco più di ventiquattr’ore ha già superato le tremila adesioni, non è solo un grido di dolore ma una richiesta concreta di giustizia e di prevenzione. Si chiedono, infatti, misure urgenti per rendere più sicuro quel tratto di strada, affinché altre famiglie non debbano patire lo stesso straziante lutto. La sua scomparsa, come quella degli altri giovani prima di lui, impone una riflessione seria e non più procrastinabile sulla necessità di ripensare la mobilità urbana.




