Nvidia, utili da record ma il titolo vacilla: il mercato teme la bolla dell'intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Nvidia, il colosso statunitense dei semiconduttori il cui valore domina la scena tech globale, ha presentato numeri che qualsiasi azienda invidierebbe, confermando di essere il motore indiscusso dell’attuale boom dell’intelligenza artificiale. I ricavi del secondo trimestre, che hanno toccato la cifra monstre di 46,7 miliardi di dollari, hanno superato le previsioni degli analisti, così come l’utile per azione, fissato a 1,05 dollari. Un dato ancor più significativo è la crescita dell’utile netto, schizzato del 59 per cento su base annua, a cui si accompagna l’annuncio di un nuovo piano di riacquisto di titoli per 60 miliardi, mossa destinata a sostenere ulteriormente il valore azionario.
Eppure, nonostante un quadro finanziario così robusto, le reazioni dei mercati non sono state di euforia bensì di fredda cautela. Subito dopo la pubblicazione dei dati, nelle negoziazioni after hours di Wall Street, il titolo ha infatti registrato un calo significativo, attestandosi su una perdita del 3,2 per cento. Un ribasso che, in termini di capitalizzazione evaporata, equivale a circa 110 miliardi di dollari, offrendo una chiara indicazione di come gli investitori guardino ormai al futuro prossimo con un certo scetticismo.
Le ragioni di questa apparente contraddizione affondano le radici in due terreni scivolosi: la guidance prudente fornita dall’azienda stessa per il trimestre in corso e le persistenti incognite legate al mercato cinese, dove le restrizioni all’export di chip avanzati imposte dall’amministrazione Trump continuano a complicare il panorama degli affari. A ciò si aggiunge un dibattito più ampio, sollevato da voci autorevoli come quella di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, il quale ha recentemente messo in guardia contro i rischi di una speculativa “bolla IA”.




