Nvidia supera i cinquemila miliardi, Wall Street nella nuova era dell'intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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I mercati finanziari statunitensi, che procedono ormai a ritmi dettati quasi esclusivamente dalle sorti del settore tecnologico, hanno registrato una nuova, storica, impennata guidata dall'azienda che più di ogni altra incarna la febbre per l'intelligenza artificiale. Nvidia, il colosso californiano specializzato nella progettazione di semiconduttori, ha infatti infranto il muro dei cinquemila miliardi di dollari di capitalizzazione borsistica, un traguardo senza precedenti che la eleva a protagonista assoluta di Wall Street. Questo risultato, che si inserisce in un contesto generale di grande ottimismo per gli indici, i quali si muovono tutti in rialzo e sfiorano i loro massimi storici, non è che l'ultimo passo di una corsa iniziata ormai da mesi. La domanda di chip avanzati, quelli che alimentano i sistemi di AI generativa e le più complesse infrastrutture computazionali, ha infatti creato una corsa all'approvvigionamento dalla quale l'azienda di Jensen Huang è emersa come l'indiscussa beneficiaria, riuscendo a triplicare il proprio valore in un arco di tempo che molti analisti definirebbero irrealistico per qualsiasi altra Corporation.
Un balzo di un trilione in soli tre mesi
Ciò che lascia stupefatti gli osservatori, oltre all'entità stratosferica del valore raggiunto, è la velocità con la quale Nvidia è passata dai quattromila ai cinquemila miliardi. Appena novanta giorni fa, infatti, l'azienda aveva celebrato il superamento della precedente soglia, e il fatto di averne aggiunto un altro trilione in un trimestre testimonia una fiducia degli investitori che va ben al di là delle normali attese del mercato. Una parte di questo slancio è stata alimentata dalle recenti partnership strategiche annunciate dall'amministratore delegato Huang con giganti del calibro di Oracle, Uber e Stellantis, accordi che hanno ulteriormente convinto la piazza finanziaria circa la centralità dei suoi prodotti nell'ecosistema tecnologico globale. I suoi titoli, dopo un rialzo del cinque per cento nella seduta di martedì, hanno continuato a salire di un ulteriore tre e mezzo per cento, spingendo la capitalizzazione verso l'inesplorato territorio dei cinquemila miliardi.
Una potenza economica paragonabile a quella di intere nazioni
Per comprendere appieno la portata di questa cifra, è necessario operare un paragone con le economie nazionali, un esercizio che rende l'idea della concentrazione di valore in un'unica entità privata. Il valore di mercato di Nvidia, infatti, risulta essere il doppio del prodotto interno lordo dell'Italia e supera addirittura quello della Germania, mentre si avvicina a rappresentare un terzo dell'intera economia cinese. Si tratta, in altre parole, di una potenza finanziaria che non ha più termini di confronto con altre aziende, ma che deve essere misurata con quelle che sono le principali potenze industriali mondiali, un dato di per sé emblematico di quanto il settore tech abbia ormai ridisegnato le gerarchie economiche globali.
Il nuovo baricentro tecnologico della borsa americana
In questa fase, l'andamento dei listini di Wall Street appare sempre più dipendente dalle performance di un ristretto numero di aziende tecnologiche, con Nvidia che si è imposta come il nuovo baricentro attorno al quale ruotano gli umori degli investitori. A metà seduta, l'S&P 500 segnava un guadagno dello 0,2%, il Dow Jones saliva di 263 punti, equivalenti a uno 0,6%, e il Nasdaq Composite avanzava dello 0,5%, movimenti tutti che traevano linfa proprio dal balzo del titolo simbolo dell'AI. La sua ascesa, che alcuni definiscono inarrestabile, non è soltanto una questione di numeri, ma rappresenta un cambiamento strutturale negli assetti di potere dell'economia mondiale, dove l'hardware specializzato per il calcolo intensivo diventa la risorsa strategica per eccellenza, surclassando per importanza molti dei tradizionali indicatori industriali.




