Natale, una spesa a due facce: romani in rete, bergamaschi tornano nei negozi
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Redazione Economia
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Gli italiani si dividono, anche sotto l'albero. Mentre a Roma, infatti, le consuetudini d'acquisto continuano a spostarsi verso il virtuale, con i romani che destinano in media 213 euro ai regali e privilegiano, ormai in modo strutturale, le piattaforme online o i grandi centri commerciali per acquistare cibo, vestiti e giocattoli, in altre zone del Paese sembra affiorare un comportamento diverso. La scelta digitale, che produce inevitabilmente una nuova contrazione per le attività di vicinato, appare sempre più solida nella capitale, dove si è ormai dismessa persino l'abitudine della corsa dell'ultimo minuto, essendo in molti ad aver sfruttato le promozioni del Black Friday per accaparrarsi i prodotti destinati ai pacchetti natalizi.
Il ritorno alla bottega in Lombardia
Se la tendenza romana sembra confermare un modello ormai consolidato, il quadro che emerge dalla provincia di Bergamo racconta una dinamica parzialmente contrapposta. Lì, stando ai dati, il flusso di acquirenti sta riportando i cittadini verso i punti vendita fisici, con negozi, mercati e botteghe che tornano a essere il fulcro delle operazioni di spesa negli ultimi giorni che precedono la festa. Una tendenza, questa, che si inserisce in un movimento nazionale significativo: si calcola che, tra oggi e la Vigilia, oltre sei milioni di persone in più, a livello nazionale, si riverseranno negli esercizi commerciali tradizionali rispetto alle abitudini degli ultimi periodi.
Numeri e budget di una stagione cruciale
Il consueto monitoraggio di Confesercenti-Ipsos fotografa con precisione il picco degli acquisti natalizi, indicando in quasi venti milioni gli italiani che, in queste ore, sono impegnati nella caccia agli ultimi regali. Di questi, una fetta consistente – il 62% – dichiara di voler effettuare i propri acquisti anche presso un negozio fisico, mentre il 22% si orienta verso i supermercati e un ulteriore 17% predilige l'atmosfera dei mercati o dei mercatini stagionali. Il budget medio previsto per ciascuno si attesta sui 250 euro, una somma che, se proiettata su scala nazionale, alimenta un giro d'affari complessivo che sfiora i 9,5 miliardi di euro, cifra che sottolinea il peso economico di questo periodo per l'intero settore del commercio.
Un fenomeno che supera i confini regionali
L'impulso a valorizzare il commercio di prossimità non sembra, del resto, un caso isolato. Anche a Livorno e nella sua provincia, ad esempio, si registra un comportamento analogo, con sei cittadini su dieci che scelgono di sostenere i negozi della zona per i propri acquisti natalizi. Questo dato, se accostato a quello bergamasco, suggerisce come, in diverse realtà del Centro-Nord, stia prendendo forma una controtendenza rispetto all'egemonia dell'e-commerce, una spinta che riporta l'attenzione sull'esperienza concreta dello shopping e sul rapporto diretto con l'esercente, elementi che, specie in occasione delle festività, recuperano un valore per una parte significativa dei consumatori.




