Bernardeschi, la lesione all’iliaco conferma il peggio: il Bologna perde il suo numero 10 per il rush finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È bastato un amen, sette minuti per la precisione, per vanificare l’entusiasmo del ritorno davanti agli ex tifosi. Federico Bernardeschi, entrato al 77′ nella sfida persa per 2-0 contro la Juventus, ha dovuto alzare bandiera bianca quasi subito, accasciandosi a terra e chiedendo il cambio dopo aver avvertito un dolore acuto alla coscia destra. Quella che sembrava una semplice contrattura, o al massimo un affaticamento muscolare, si è trasformata in un vero e proprio ko tecnico per il Bologna: gli esami strumentali cui si è sottoposto il giocatore hanno infatti evidenziato una lesione del muscolo iliaco destro, un infortunio che lo terrà lontano dal campo per un periodo stimato tra le due e le tre settimane.

La tempistica, in questo caso, è una crudele beffa per i rossoblù. Con il campionato entrato nel suo epilogo più caldo, un’assenza di quindici giorni significherebbe per Bernardeschi saltare almeno le prossime tre partite, a cominciare dallo scontro diretto con la Roma per poi proseguire con le sfide contro Cagliari e, probabilmente, Napoli. Anche se il recupero dovesse avvenire nei tempi migliori previsti dalla nota ufficiale, il numero 10 rientrerebbe giusto in tempo per gli ultimi fuochi della stagione, ma difficilmente in condizione di essere decisivo. Nella peggiore delle ipotesi, invece, la sua annata si è chiusa proprio sul prato dell’Allianz Stadium, dove l’ex bianconero era stato accolto da una standing ovation che suona oggi come un beffardo addio.

La “colpa” di Italiano e le polemiche del post-partita

Nel caos della sconfitta, l’allenatore Vincenzo Italiano non ha cercato scuse. Anzi, si è assunto pubblicamente la responsabilità dell’accaduto, ammettendo che quel cambio è stato un rischio voluto più dal cuore che dalla ragione. “È colpa mia che l’ho messo dentro”, ha dichiarato il tecnico, rivelando di aver voluto regalare al giocatore il tributo del pubblico juventino, consapevole però del pericolo di un infortunio in un momento così delicato. Una scelta, quella di lanciarlo in campo a dieci minuti dalla fine, che sa di beffa soprattutto alla luce della situazione numerica: dopo l’uscita del giocatore, infatti, il Bologna ha dovuto giocare in dieci uomini per il resto della gara, esaurendo le sostituzioni a disposizione.

Se la diagnosi ha spento ogni speranza, a infiammare il malumore della tifoseria erano state però le parole dello stesso Italiano rilasciate a caldo ai microfoni di Dazn. Una frase – “La stagione, tra virgolette, è finita” – è bastata a scatenare l’ira del popolo rossoblù, che ha letto in quelle sei parole un atteggiamento di resa e vacanze anticipate. Una percezione, quella di un gruppo ormai alla deriva, che il tecnico ha poi provato a smussare in conferenza stampa, ridimensionando la portata dell’affermazione e ribadendo l’importanza delle ultime gare, ma il danno d’immagine era ormai fatto.

Un addio anticipato a un fattore decisivo

La perdita di Bernardeschi, per la precisione, pesa doppiamente sulle spalle di un Bologna che stava faticosamente cercando di risalire la china. Il giocatore, arrivato in estate con l’etichetta di oggetto misterioso dopo l’esperienza in MLS, aveva faticato inizialmente a ingranare; superato un primo stop per una frattura alla clavicola, aveva però preso per mano la squadra nei momenti cruciali, diventando un punto fermo nel sistema di gioco di Italiano. Con sette reti e un paio di assist all’attivo, il numero 10 era riuscito a scalzare persino la titolarità di Orsolini, dimostrando di essere l’uomo della qualità e dell’invenzione negli ultimi sedici metri.

Ora, senza di lui, il reparto offensivo rossoblù si presenta non solo decimato, ma privo di quella scintilla che solo un giocatore abituato a certi palcoscenici può garantire. La lesione all’iliaco, un muscolo profondo fondamentale per la flessione della coscia e la corsa, costringerà il reparto medico a una gestione chirurgica del recupero; non ci saranno rischi, ma la sensazione è che la corsa di Bernardeschi si sia fermata proprio sul più bello, lasciando un vuoto difficile da colmare in questo finale di campionato.

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