La Lazio perde Dieng per un ginocchio, ora caccia a Pinamonti nel rush finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La finestra di trattativa, per la Lazio, pare essersi trasformata in un campo minato. L'ennesimo capitolo di una lunga epopea estiva si è chiuso con un nulla di fatto nella giornata di ieri, allorché Bamba Dieng, il centravanti senegalese su cui il club biancoceleste aveva ripiegato dopo lunghe e travagliate trattative, non ha superato i test medici di rito.

Giunto a Roma nella serata di mercoledì con le aspettative di chi cerca il riscatto dopo stagioni complicate, il 26enne ex Marsiglia e Lorient ha dovuto fare i conti con un ginocchio che, già in passato, si era dimostrato un serio ostacolo alla sua carriera e che ancora una volta si è frapposto tra lui e un contratto triennale sulla scrivania del direttore sportivo Fabiani.

Ginocchio traditore, un problema che si ripete

A far saltare l'affare, come era del resto facilmente prevedibile per chi conosceva la storia clinica del calciatore, è stato un problema cronico a un ginocchio; la stessa articolazione che nel 2022 aveva bloccato il suo trasferimento al Leeds United e che, solo poche settimane fa, aveva impedito il suo tesseramento con i turchi dell'Amedspor.

Nonostante la consapevolezza del rischio, il club capitolino ha voluto tentare il tutto per tutto, sottoponendo Dieng a tre risonanze magnetiche e a controlli approfonditi presso la struttura medica dell'Eur, ma il responso dei sanitari è stato perentorio e ha sancito l'impossibilità di mettere sotto contratto il giocatore.

La vicenda, al di là del mancato rinforzo per l'attacco di mister Baroni, assume i contorni di una beffa che si ripete per la dirigenza laziale; dopo aver inseguito per settimane profili ben più blasonati come quelli di Ivanovic, Icardi e Gimenez, senza mai riuscire a chiudere alcuna operazione, il club si è visto costretto a virare su un obiettivo di ripiego che si è rivelato, alla prova dei fatti, un'altra illusione ottica.

Il tempo, per riparare a questa ennesima battuta d'arresto, si sta facendo estremamente breve, con la sessione estiva del calciomercato che chiuderà i battenti il prossimo 1° settembre alle ore 20, e la Lazio si trova ora a dover fare i conti con una rosa che, a dieci giorni dalla fine della trattativa, continua a non avere un centravanti di ruolo.

Eredita pesante e nuova strategia

La caccia al cosiddetto "9", quindi, riparte da zero, ma con un'aggravante non indifferente: la mancanza di alternative concrete già individuate e pronte a vestire la maglia biancoceleste. Il nome che, con insistenza, sta tornando in auge nelle ultime ore è quello di Andrea Pinamonti, attaccante del Sassuolo che già in passato è stato accostato alla Lazio e che potrebbe rappresentare una soluzione last minute.

L'operazione, tuttavia, si presenta complessa, non solo per i costi elevati del cartellino e per la concorrenza di altre società, ma anche per la necessità di trovare un accordo economico che soddisfi le parti in tempi estremamente ridotti.

Nel frattempo, a Roma, resta l'amaro in bocca per una situazione che si è ripetuta in modo quasi identico a quella vissuta da altri club di Serie A in passato; episodi che, nel bene e nel male, sono entrati a far parte della leggenda del calciomercato italiano, come quello che nel 2009 coinvolse il Milan e il difensore Aly Cissokho, il cui passaggio dal Porto saltò dopo che le visite mediche rivelarono un problema dentale che poi si rivelò essere di diversa natura.

Il caso di Bamba Dieng, però, presenta una differenza sostanziale: la patologia del ginocchio era nota e conclamata, tanto che il direttore Fabiani aveva prudentemente subordinato la firma sul contratto al superamento dei test, una clausola che alla fine si è rivelata determinante per non vincolare il club a un giocatore che, per motivi fisici, non avrebbe potuto garantire il rendimento sperato.

Attacco incompleto a dieci giorni dal gong

L'eliminazione di Dieng dalla lista dei papabili, dunque, lascia la Lazio in una posizione di difficoltà oggettiva, con l'organico che presenta un evidente vuoto nel reparto avanzato. Il tecnico, che aveva già pianificato la sua stagione contando su un innesto di peso per completare il reparto insieme agli altri attaccanti a disposizione, dovrà probabilmente rivedere le proprie strategie e sperare in un colpo di scena dell'ultima ora.

La società, dal canto suo, è al lavoro per evitare che questa ennesima figuraccia di mercato si trasformi in un problema sportivo per la stagione che sta per cominciare.

La storia di Bamba Dieng alla Lazio, così, si chiude dopo appena qualche ora e con un saluto amaro: il giocatore, atterrato con grandi speranze nella capitale, è già ripartito senza aver mai indossato la maglia biancoceleste, mentre il club è costretto a riorganizzarsi in fretta per non farsi trovare impreparato al termine della sessione estiva di calciomercato, consapevole che ogni giorno che passa riduce ulteriormente le possibilità di trovare la soluzione giusta per completare la rosa a disposizione di Baroni.

Il rifiuto da parte dei medici, per quanto doloroso, ha evitato alla Lazio di investire risorse su un calciatore che avrebbe rappresentato un rischio concreto per le casse societarie e per l'andamento della stagione, ma apre ora scenari di mercato che dovranno essere esplorati con rapidità e lucidità in questi ultimi dieci giorni, dove ogni minuto è prezioso e dove ogni errore di valutazione potrebbe rivelarsi fatale per gli equilibri della squadra e per le ambizioni del club nella prossima annata.

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