Bamba Dieng non va alla Lazio, visite mediche non superate: il guaio al ginocchio ferma ancora l'attaccante

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Niente da fare per Bamba Dieng e la Lazio. L'avventura capitolina del senegalese, svincolatosi dal Lorient al termine della scorsa stagione, è durata appena il tempo di un volo e di una notte in albergo. Arrivato a Roma nella serata di mercoledì con le speranze e i documenti pronti per la firma su un contratto triennale, l'attaccante classe 2000 ha sostenuto giovedì mattina le visite mediche di rito presso la struttura dell'Eur, ma il responso dei medici è stato netto e senza appello: nessun via libera.

Il problema, ancora una volta, è quel ginocchio che ormai da anni rappresenta un'ombra lunga sulla carriera del giocatore, un’instabilità cronica che aveva già fatto saltare il trasferimento al Leeds United nel 2022 e, poche settimane fa, l’approdo in Turchia all'Amedspor, club di Diyarbakır. Per la società di Lotito e Fabiani, che aveva subordinato ogni passo alla riuscita degli accertamenti medici, si tratta dell'ennesima doccia fredda in un mercato estivo già costellato di difficoltà e rincorse.

Il ginocchio, quel vecchio fantasma che blocca tutto

A tradire Dieng, come sempre, è il ginocchio destro. Il centravanti senegalese, cresciuto nelle giovanili del Diambars e lanciato in Europa dal Marsiglia, aveva già subito un grave infortunio ai legamenti che lo costrinse a uno stop prolungato nella prima parte della stagione 2024-2025, quando militava ancora nel Lorient. Nonostante il recupero e il rientro in campo, i controlli strumentali effettuati dalla Lazio hanno evidenziato una condizione articolare che i medici non hanno ritenuto compatibile con l'attività agonistica ad alto livello, almeno per il momento.

Una valutazione che conferma i timori già espressi dal direttore sportivo Angelo Fabiani, il quale aveva volutamente inserito una clausola risolutiva nel preliminare di accordo, legando il perfezionamento dell'operazione al superamento delle visite. Una cautela che si è rivelata provvidenziale per le casse del club, ma che lascia comunque l'amaro in bocca per il tempo e le risorse spese in una trattativa che si presentava già come un ripiego di lusso.

Un mercato di ripieghi e occasioni mancate

La vicenda Dieng si inserisce in un contesto di mercato estivo che per la Lazio si sta rivelando più complicato del previsto. Dopo aver sondato piste importanti come quelle per Ivanovic, Icardi e Gimenez, profili di ben altra caratura internazionale, i biancocelesti avevano virato su Dieng quasi come su un'opportunità last-minute, approfittando dello status di svincolato e della disperata necessità di un attaccante per completare il reparto offensivo a disposizione di Gennaro Gattuso.

L'operazione sembrava in discesa dopo il sì del giocatore alle condizioni economiche proposte, ma la storia del ginocchio, già nota agli addetti ai lavori, è tornata a fare capolino nel momento decisivo. Un copione già visto, che riporta alla mente le tante trattative estive concluse con un nulla di fatto per i colori biancocelesti, alimentando quelle polemiche sulla capacità del club di chiudere colpi pesanti o quantomeno funzionali alla causa.

Il futuro di Dieng e la Lazio che cerca una soluzione

Per Bamba Dieng si riapre un futuro quanto mai incerto. Rimasto senza contratto dopo l'esperienza al Lorient e fermato nei tentativi di rilancio in Premier League e in Turchia, il 26enne senegalese si trova ora a dover fare i conti con una realtà fisica che ne condiziona pesantemente le prospettive.

I legamenti del ginocchio non sembrano garantire quella stabilità necessaria per affrontare i ritmi serrati del calcio professionistico, e i prossimi mesi saranno probabilmente dedicati a un approfondito lavoro di recupero e valutazione, magari con specialisti internazionali, per capire se esista una strada percorribile per tornare competitivo.

Dal canto suo, la Lazio è tornata immediatamente a guardarsi intorno, con il reparto d'attacco che resta il nodo principale da sciogliere prima della chiusura del mercato, anche se le sirene per Pinamonti e altri profili continuano a suonare senza che si intraveda una fumata bianca imminente.

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