Il water d'oro di Cattelan, battuto all'asta per dodici milioni, finisce nelle mani del proprietario dei Mets

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L'opera "America", il celebre water in oro massiccio realizzato da Maurizio Cattelan, è stata aggiudicata per una cifra di dodici milioni di dollari, un esito che, nonostante l'alta base d'asta, ha sostanzialmente deluso le aspettative di chi si attendeva un risultato più robusto per un'opera d'arte contemporanea così discussa. L'acquirente, come confermato dalle agenzie, è Steve Cohen, proprietario della squadra di baseball dei New York Mets, il quale si è aggiudicato il bene-fatto durante la "Evening Sale" organizzata da Sotheby's a New York. Lo spirito con cui l'artista aveva presentato l'installazione, definendolo democratico poiché "se mangi un pasto da duecento dollari o un hot dog da due, il risultato quando vai in bagno è lo stesso", sembra dunque aver trovato un riscontro concreto in una transazione che, seppur milionaria, non ha eguagliato il clamore mediatico che da sempre l'accompagna.

Un risultato al di sotto delle attese per l'opera provocatoria

La vendita, che si è svolta in una serata altrimenti trionfale per altri lotti come quelli di Gustav Klimt, ha registrato per l'opera di Cattelan una dinamica piuttosto fiacca, con una sola offerta significativa che si è attestata intorno ai dieci milioni di dollari prima di concludersi con il prezzo finale. Quel che emerge dall'analisi dei dati è che il valore commerciale dell'opera, una volta considerati anche i diritti d'asta, ha superato di poco il puro controvalore del metallo prezioso con cui fu forgiata nel 2016, un dettaglio che non sfugge agli addetti ai lavori e che ridimensiona la performance sul mercato. La provocazione artistica, quindi, non si è completamente tradotta in un successo economico, lasciando intendere come il confine tra il valore concettuale e quello di mercato possa a volte rivelarsi insidioso.

Il contesto di un'asta dai due volti

Mentre i riflettori erano puntati sui record milionari stabiliti da maestri storici, l'evento newyorkese ha riservato uno spazio più defilato, e per certi versi imbarazzante, al lotto contemporaneo più chiacchierato, il quale non è riuscito a catalizzare l'interesse sperato nonostante la notorietà dell'autore, già noto per "Comedian", la banana attaccata al muro con lo scotch. La serata d'aste si è così configurata come un palcoscenico dai due volti, da un lato esaltando nomi consolidati della storia dell'arte e dall'altro misurando i limiti di un certo tipo di provocazione nel mercato del contemporaneo, il quale non sempre premia l'audacia con cifre da capogiro.

L'acquirente e il destino dell'opera

Con l'acquisto da parte di Steve Cohen, noto finanziere e collezionista, il water d'oro "America" trova una nuova collocazione, sebbene non sia ancora chiaro quale sarà la sua destinazione finale, se esposto in un contesto privato o pubblico. L'opera, che era stata inizialmente installata nel bagno di un museo accessibile al pubblico, incarnando materialmente il paradosso tra lusso estremo e funzione biologica universale, conclude così un altro capitolo della sua storia, passando dalle sale di un'istituzione culturale alla proprietà di un personaggio di spicco dello sport e della finanza americana. La sua vicenda, segnata da un esito d'asta che ne ha messo in luce le contraddizioni intrinseche, rimane un caso emblematico per riflettere sulle logiche che governano il sistema dell'arte.

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