L'olio d'oliva in discesa: tra cambiamenti climatici e mercato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante i cambiamenti climatici abbiano messo in ginocchio il settore dell'olio d'oliva a livello globale, la Sibaritide, regione dell'antica Magna Grecia, sembra essere stata graziata con ottimi risultati sia nella produzione che nella resa. Tuttavia, il prezzo delle bottiglie è sempre più caro a causa della mancanza di concorrenza e i produttori non hanno rivali sul mercato.

D'altra parte, la campagna olivicolo olearia 2023-2024 assiste a due fenomeni contrapposti: una produzione attesa che non attenuerà la scarsità dell'offerta e una riduzione della domanda degli ultimi mesi, forse anche a causa della corsa dei prezzi al consumo. La seconda settimana di novembre ha visto per l'olio extravergine di oliva le borse merci sempre più orientate ai ribassi.

Dopo l’impennata dei mesi scorsi, i listini alla produzione sembrano essere tornati su binari più tranquilli, sebbene su livelli ancora decisamente sopra le medie stagionali. Era, del resto, abbastanza prevedibile che con i frantoi a pieno regime, o quasi, le quotazioni si abbassassero un po’ tenendo anche conto delle previsioni produttive.

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