Guerra in Iran, il Pentagono chiede 80 miliardi al Congresso Usa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Iran ha spinto il Pentagono a chiedere 80 miliardi di dollari al Congresso degli Stati Uniti per sostenere le operazioni militari già in corso, dopo una spesa dichiarata di 37,5 miliardi di dollari. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth si presenta davanti ai membri dell’Appropriations Committee del Senato insieme al generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto, per illustrare la richiesta di nuove risorse. Secondo Hegseth, questi fondi sono essenziali per affrontare una fase in cui, a suo giudizio, gli Stati Uniti non possono permettersi di non intervenire con nuovi investimenti.

La richiesta del Pentagono arriva dopo l’aggiornamento dei costi della guerra contro l’Iran, passati dalla precedente stima di 29 miliardi di dollari a 37,5 miliardi. L’aumento, comunicato da Hegseth durante la sua prima audizione da maggio davanti al Senato, rappresenta una crescita del 30% rispetto alla valutazione precedente. Il segretario alla Difesa ha spiegato che le nuove risorse servono con urgenza e ha collegato la richiesta alla necessità di finanziare investimenti in tecnologia, calcolo, intelligenza artificiale e spazio.

La richiesta di nuovi fondi e il bilancio del Pentagono

Davanti alla commissione Bilancio del Senato, Pete Hegseth e Dan Caine hanno illustrato la necessità di ulteriori finanziamenti per il Dipartimento della Difesa. Oltre agli 80 miliardi di dollari indicati per la guerra in Iran, Hegseth ha parlato anche di un budget da 1.500 miliardi di dollari richiesto dalla Casa Bianca per il Pentagono. La richiesta arriva mentre il dipartimento aggiorna le cifre relative ai costi delle operazioni militari e valuta nuove risorse per sostenere le attività in corso.

Il capo del Pentagono ha definito la situazione come un momento in cui servono investimenti immediati per evitare l’inazione. Nel suo intervento ha citato settori considerati strategici, tra cui tecnologie avanzate, capacità di calcolo, intelligenza artificiale e spazio. Le dichiarazioni sono state rese nel corso dell’audizione al Senato, dove la discussione si è concentrata sulle esigenze finanziarie della Difesa statunitense e sulle spese già sostenute per la guerra contro l’Iran.

Gli sviluppi collegati al conflitto e il ruolo dell’Arabia Saudita

Nel quadro delle ultime notizie sulla guerra in Iran, il comando statunitense ha comunicato l’undicesima ondata di attacchi, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz resta aperto. Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato un accordo con l’Arabia Saudita che potrebbe consentire al regno di ottenere la capacità di arricchire uranio per un programma nucleare civile. L’intesa, secondo quanto riferito da persone informate sulla questione, dovrebbe essere resa pubblica e avere una durata di 30 anni.

L’accordo con l’Arabia Saudita dovrebbe coinvolgere anche aziende statunitensi nello sviluppo del programma nucleare civile del Paese. Le informazioni sull’intesa emergono mentre il Pentagono porta davanti al Congresso la richiesta di nuove risorse per la guerra in Iran e aggiorna il costo complessivo delle operazioni militari. La cifra comunicata da Hegseth, pari a 37,5 miliardi di dollari, rappresenta il nuovo riferimento economico fornito dal Dipartimento della Difesa statunitense.

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