Gp Ungheria, Leclerc in prima fila ma con un rischio strategico: le gomme usate e il caldo estremo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   L'asfalto dell'Hungaroring, sotto il sole di Budapest, ha già superato i 50 gradi centigradi e le condizioni, stando alle previsioni, non subiranno variazioni di rilievo nel corso del pomeriggio. Un quadro meteorologico che, unito alla natura tortuosa del tracciato ungherese, noto per sollecitare in modo particolare le gomme posteriori, impone ai team una riflessione approfondita sulla strategia da adottare.

La corsa, sulla carta, si preannuncia come un affascinante duello a scacchiera tra chi proverà la sosta unica e chi, invece, opterà per due passaggi ai box, con le scelte dei primi giri che risulteranno determinanti per l'esito finale dell'intera giornata.

La pole di Norris, la beffa per Hamilton e la prima fila di Leclerc

La griglia di partenza del Gran Premio d'Ungheria, decima prova del mondiale di Formula 1, ha vissuto ieri un epilogo ricco di colpi di scena. A conquistare la prima casella è stato Lando Norris, il campione del mondo in carica della McLaren, capace di mettersi alle spalle le due Ferrari e di strappare la pole position a Charles Leclerc. Il monegasco, che aveva chiuso la Q3 con il secondo tempo, ha approfittato della penalità inflitta a Lewis Hamilton per salire in prima fila.

Il pilota della Mercedes, autore di un giro che per dodici millesimi era valso la posizione di partenza più prestigiosa, è stato infatti retrocesso di tre posizioni per aver ostacolato Oscar Piastri durante un giro lanciato in curva uno. Di conseguenza, Hamilton scatterà dalla quinta piazza, mentre il giovane Andrea Kimi Antonelli, altro pilota di punta del team anglo-tedesco, prenderà il via dalla settima posizione, completando un quadro di partenza che promette scintille nei primi metri di corsa.

La sfida del caldo e l’incognita meteo

A complicare i piani dei piloti e dei rispettivi ingegneri di pista contribuiscono le condizioni climatiche, decisamente atipiche per la tradizione ungherese. Le temperature diurne si attesteranno tra i 20 e i 32 gradi, ma è il calore sprigionato dal manto d’asfalto a rappresentare il vero banco di prova per le coperture, con valori che potrebbero toccare picchi superiori ai 50 gradi centigradi.

Sebbene la probabilità di precipitazioni sia stimata attorno al 10% nel tardo pomeriggio, con un incremento fino al 40% dopo le 18, la finestra oraria della gara principale sembra poter beneficiare di condizioni asciutte, scongiurando il fattore dell’acqua come variabile imprevista. Tuttavia, la gestione termica delle gomme, in uno scenario di questo tipo, rischia di diventare un'arma a doppio taglio, soprattutto per chi come Leclerc non potrà contare su un set di coperture nuove per la partenza.

Le opzioni Pirelli e il fattore vento

Secondo le analisi effettuate da Pirelli, il fornitore unico di pneumatici, il numero di soste ottimale per coprire la distanza di gara sarebbe di due, ma non è da escludere che qualcuno possa tentare la carta della sosta singola, magari sfruttando un eventuale ritmo controllato o una fase di safety car. Per Charles Leclerc, però, la libertà di manovra tattica appare ridotta: il pilota della Ferrari è costretto a partire con gomme usate, una condizione che limita le opzioni di undercut e che lo espone maggiormente agli attacchi degli avversari nelle fasi iniziali.

Andrea Stella, team principal della McLaren, ha già espresso la sua opinione indicando la Ferrari come la favorita per la vittoria, ma il vento, molto più intenso rispetto a ieri, rappresenta un’insidia aggiuntiva. La rossa di Maranello, storicamente sensibile alle raffiche laterali, potrebbe accusare un degrado maggiore del previsto, alterando i pronostici della vigilia e costringendo il monegasco a difendersi non solo dal caldo, ma anche dalle turbolenze aerodinamiche generate dalle vetture che lo precedono.

Il valore strategico del primo stint

Sarà proprio il primo stint, quello compreso tra il via e la prima sosta, a determinare le sorti della corsa. Se Leclerc riuscirà a tenere il passo di Norris senza consumare eccessivamente le gomme, potrà giocarsi le sue carte nella fase centrale, magari tentando il sorpasso ai box. Viceversa, un cedimento anticipato degli pneumatici posteriori potrebbe spalancare le porte alla rimonta di Hamilton, che dalla quinta piazza ha tutto l’interesse a prolungare la sua permanenza in pista per sfruttare eventuali finestre di traffico pulito.

La doppia lettura strategica, tra chi punta sulla costanza di passo e chi invece cerca la spinta della mescola più morbida nel finale, renderà la gara ungherese un crocevia fondamentale per gli equilibri del mondiale, con la prestazione di Leclerc che, nonostante le difficoltà oggettive, resta l’ago della bilancia di un fine settimana già segnato dalle sorprese del venerdì.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.