Arriva il super autovelox che multa i sorpassi vietati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Fino a ieri, per guidare con una certa tranquillità bastava un occhio vigile sul limite di velocità e un altro sul rosso del semaforo, misure ormai assimilate nella routine di guida. La tecnologia della vigilanza stradale, però, compie un balzo in avanti, introducendo un controllo che va oltre la semplice rilevazione della velocità istantanea. Il nuovo sistema, denominato SV3 e già operativo su alcune strade, rappresenta una svolta significativa; è stato concepito per individuare e sanzionare una delle manovre più pericolose e purtroppo ancora comuni: il sorpasso vietato. Questo dispositivo, che molti hanno già battezzato "sorpassometro", segna l'ingresso in una nuova era dei controlli automatici, spostando il focus dalla velocità pura alla pericolosità della condotta di guida.

Come funziona il sorpassometro

Il meccanismo di rilevamento dello SV3, che si basa su una sofisticata tecnologia di analisi video, non si limita a catturare un'immagine statica del veicolo. Al contrario, ne monitora la traiettoria in un determinato tratto di strada, riconoscendo quando un'automobile supera la linea continua o effettua un sorpasso in prossimità di dosso o di curva, manovre espressamente proibite dal codice della strada. La sua azione, perciò, non punisce un attimo fugace, bensì una sequenza di azioni, ricostruendo la dinamica della manovra illecita con un grado di precisione che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile. È questo aspetto, in particolare, a distinguerlo dagli autovelox tradizionali, poiché il suo obiettivo primario non è la velocità, sebbene possa rilevarla anch'essa, ma la scorretta occupazione della carreggiata.

Le sanzioni previste dalla legge

Le conseguenze per chi viene colto in flagrante dal sorpassometro sono tutt'altro che lievi, come stabilito dal codice della strada per le infrazioni di tale gravità. La sanzione pecuniaria può raggiungere l'importo di 1.300 euro, una somma che riflette l'alto rischio associato a questa condotta. A essa, quasi sempre, si accompagna la decurtazione dei punti dalla patente di guida; alcuni, poi, ne perdono diversi in una sola volta. Nei casi più gravi, o per i recidivi, la legge prevede anche la sospensione della patente stessa, un provvedimento che va a incidere direttamente sulla libertà personale di spostamento.

L'obiettivo dichiarato della nuova tecnologia

L'implementazione di questo sistema, come dichiarato dalle autorità, non è finalizzata a una mera raccolta di risorse tramite le multe, bensì a un incremento concreto della sicurezza su tratti stradali notoriamente pericolosi. Il sorpasso vietato, del resto, è annoverato tra le cause principali di incidenti gravi, spesso con esiti tragici che coinvolgono, loro malgrado, utenti vulnerabili come motociclisti e ciclisti. L'installazione del dispositivo sulla SS18 Acquappesa, per citare un caso, non è casuale ma risponde a una precisa esigenza di prevenzione in un'area dove simili comportamenti hanno storicamente contribuito a un elevato tasso di sinistri. L'intenzione è quindi quella di agire come deterrente, modificando abitudini di guida spericolate attraverso la certezza della contravvenzione.

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