Zelensky chiede l'adesione alla Nato, ma Rutte lo stoppa
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina, ha ribadito con forza la necessità di un continuo invio di armi e dell'adesione del suo paese alla NATO, considerata l'unica vera garanzia di sicurezza contro le aggressioni russe. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiga, ha sottolineato che l'adesione al Patto Atlantico rappresenta un deterrente fondamentale contro ulteriori attacchi russi non solo verso l'Ucraina, ma anche verso altri Stati. Tuttavia, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha frenato le aspirazioni ucraine, affermando che Kiev ha bisogno di armi, non di consigli sulla pace.
Nel frattempo, la NATO ha espresso preoccupazione per l'accelerazione dell'avanzata russa a est, con i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche ucraine che continuano senza sosta. La scorsa notte, circa 30 ordigni, tra droni e missili, sono stati lanciati dalle forze russe, causando un aumento del numero di civili che vivono senza elettricità o con forniture ridotte al minimo. Attualmente, oltre un milione e mezzo di persone si trovano in questa situazione critica.
L'avanzata russa, che procede fino a 10 chilometri al giorno, ha raggiunto nuovi record di territorio conquistato. A ottobre, i chilometri quadrati occupati erano 478, mentre a novembre sono saliti a 725. La NATO ha confermato che il fronte si sta muovendo lentamente verso ovest, e l'Ucraina si prepara ad affrontare un inverno difficile. Zelensky ha ragione a chiedere aiuti militari non solo offensivi, ma anche difensivi, per proteggere le infrastrutture energetiche, obiettivo principale degli attacchi russi.
L'Italia, dal canto suo, ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti per sostenere l'Ucraina in questa fase critica del conflitto.




