Il Milan e la stagione che non ti aspetti: Furlani ammette il fallimento, il Bologna scrive la storia
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Redazione Sport
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Che la stagione del Milan non fosse all’altezza delle aspettative lo si sospettava da tempo, ma a certificarlo ufficialmente, con una freddezza che lascia poco spazio alle interpretazioni, è stato lo stesso amministratore delegato rossonero, Giorgio Furlani. Dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro il Bologna – un 1-0 maturato grazie alla rete di Ndoye nella ripresa – le parole dell’ad hanno suonato come un’ammissione senza appello: "È innegabile che sia una stagione fallimentare". Un giudizio netto, che nemmeno la vittoria in Supercoppa Italiana, ottenuta a gennaio in Arabia Saudita, riesce a mitigare.
Quella che doveva essere l’annata della riscossa, dopo un campionato precedente comunque deludente, si è trasformata in un percorso costellato di errori e occasioni mancate. Il Milan, partito con l’obiettivo di lottare per lo scudetto, si ritrova ora a 28 punti dall’Inter capolista, eliminato in anticipo dalla Champions League e sconfitto in una finale che, almeno sulla carta, sembrava alla sua portata. Il Bologna, reduce da un 5-1 subito proprio dai rossoneri solo cinque giorni prima, ha invece scritto una pagina di storia, regalando ai propri tifosi una gioia che mancava da decenni.
Furlani, pur riconoscendo i meriti degli avversari – "complimenti al Bologna per questo traguardo" – non ha nascosto la necessità di un cambiamento. "Sono stati fatti errori e dobbiamo correggerli", ha dichiarato, lasciando intendere che le ultime due partite di campionato saranno decisive per valutare le prossime mosse. Il progetto Milan, almeno nelle intenzioni, rimane lo stesso, ma è chiaro che qualcosa non ha funzionato. Anche Matteo Gabbia, intervistato a caldo, ha ammesso le difficoltà del team: "Potevamo e dovevamo fare meglio", ha detto, senza nascondere la delusione per un’occasione sfumata.




