Morto John Nolan, l’attore di Batman e Person of interest era lo zio di Christopher Nolan

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il mondo del cinema e della televisione, già scosso di recente dall’addio di James Tolkan, deve fare i conti con un’altra perdita significativa: all’età di 87 anni si è spento John Nolan, interprete britannico dal curriculum denso di ruoli memorabili. La notizia, che si è diffusa rapidamente tra gli addetti ai lavori e gli appassionati, riguarda un attore il cui volto era stato reso celebre al grande pubblico soprattutto grazie alla partecipazione alla trilogia di Batman diretta dal nipote Christopher Nolan, quella con Christian Bale, e alla serie televisiva di successo “Person of Interest” (trasmessa tra il 2011 e il 2016). In quest’ultima, va ricordato, Nolan interpretava l’enigmatico agente John Greer, figura centrale nelle trame legate all’intelligenza artificiale. L’uomo, che negli ultimi anni si era stabilito a Stratford-upon-Avon – città simbolo della Royal Shakespeare Company, della quale faceva parte – lascia un vuoto notevole in un settore, quello dello spettacolo, che lo aveva visto operare con continuità per decenni.

Una carriera tra palcoscenico, blockbuster e serialità televisiva

John Nolan, prima di diventare un volto noto delle saghe hollywoodiane, aveva costruito la sua reputazione sulle tavole del teatro, quel terreno accidentato ma fecondo dove si forgiano gli interpreti più versatili. La sua formazione classica e il successivo radicamento a Stratford-upon-Avon – lo si è accennato – testimoniano un legame profondo con Shakespeare e il repertorio elisabettiano, senza però chiuderlo in un’etichetta. Anzi, è proprio la capacità di passare con disinvoltura dalla prosa al grande schermo – e da lì al piccolo schermo – a contraddistinguere la sua parabola artistica. La trilogia di Batman (in particolare “Batman Begins” e “Il cavaliere oscuro”) gli offrì la ribalta internazionale, ma fu “Person of Interest” a consegnarlo alla familiarità delle case di mezzo mondo, grazie a un personaggio, quello di Greer, costruito su una sottile ambiguità morale. A ciò si aggiunge la partecipazione a “Dunkirk”, altro titolo diretto dal nipote Christopher, a riprova di un sodalizio professionale e familiare piuttosto singolare.

Il legame con i nipoti Christopher e Jonathan Nolan

Un aspetto, quest’ultimo, che merita un approfondimento separato: John Nolan non era soltanto uno zio, bensì un collaboratore di lunga data dei due celebri fratelli. Se Christopher Nolan lo ha voluto nei suoi set più ambiziosi – dal cavaliere oscuro alla spiaggia di Dunkirk –, l’altro nipote, lo sceneggiatore Jonathan Nolan, lo ha invece diretto e scelto per “Person of Interest”, serie della quale Jonathan è co-creatore. Un doppio legame, dunque, che va oltre la parentela anagrafica e diventa cifra stilistica di un modo di fare cinema e televisione fondato sulla continuità artistica. L’attore, va detto, non ha mai cavalcato la notorietà dei nipoti per costruirsi una carriera facile; al contrario, ha sempre alternato impegni teatrali a ruoli di supporto in produzioni di respiro internazionale, mostrando un’umiltà e una dedizione al mestiere che molti colleghi gli hanno riconosciuto.

L’eredità di un interprete poliedrico e l’assenza di clamori

La scomparsa, avvenuta a 87 anni, non è stata circondata da particolari dichiarazioni pubbliche né da fughe di notizie relative alle cause precise del decesso, un dettaglio che lascia spazio al solo rispetto per la memoria dell’artista. In anni recenti, come accennato, Nolan si era ritirato a vita privata a Stratford-upon-Avon, lontano dai riflettori di Hollywood, pur continuando a seguire le attività della Royal Shakespeare Company. La sua eredità si compone di tante piccole, grandi interpretazioni: quella dell’uomo d’affari corrotto in “Il cavaliere oscuro”, quella del banchiere in “Inception” – altro film del nipote Christopher – e, naturalmente, il ruolo del freddo stratega di “Person of Interest”. Nessuna di queste parti è mai stata la prima sulla locandina, ma ciascuna ha contribuito a tessere la fitta trama narrativa di prodotti che hanno segnato la cultura popolare contemporanea. E forse, in un’epoca ossessionata dai protagonisti assoluti, sta proprio qui la lezione più silenziosa di questo attore britannico.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.