Marco Mengoni, Giornate perse apre una nuova fase tra il teatro e il silenzio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Marco Mengoni è tornato nelle radio con Giornate perse, il primo singolo estratto dal nuovo progetto discografico. Il brano, dal sapore pop introspettivo e sofisticato, racconta di attese, silenzi e fragilità, e arriva dopo un periodo complesso segnato dalla perdita della madre Nadia Ferrari nel 2024. Il cantautore lo ha presentato per la prima volta dal vivo durante la prima puntata di Che tempo che fa, dove ha spiegato che si tratta di «una canzone molto faticosa, l'ho scritta ma non l'ho più cantata».

Un dialogo con sé stesso tra fragilità e ripartenza

Scritta da Mengoni insieme a Jacopo Ettorre, con la composizione di Giovanni Pallotti, Vanegas ed Edwyn Roberts, Giornate perse mette da parte le sovrastrutture per fare un discorso sincero a se stesso. La frase «Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza» diventa il simbolo di una testa che non si spegne mai e di una solitudine difficile da gestire, mentre il verso «Non esisti per nessuno, urli ma non è abbastanza» racconta ciò che si prova nei momenti di fragilità.

Il pezzo non si ferma però al buio: quando la tempesta si placa, il brano cambia energia e diventa un invito a fare un respiro, correre verso il mare e lasciarsi tutto alle spalle.

Nel corso dell'intervista televisiva, Mengoni ha raccontato che il testo nasce da un periodo di dolore profondo e da una scrittura arrivata di getto: «Ci sono canzoni che escono immediate, evidentemente la covavo da un po' di anni». Il cantante ha anche spiegato che la versione incisa è il primo e unico take, a conferma di quanto il brano sia legato a una dimensione autentica e non mediata.

L'omaggio a Lucio Dalla e il nuovo disco in arrivo

Il nuovo progetto discografico, la cui uscita è prevista entro la fine del 2026, contiene un omaggio esplicito a Lucio Dalla. Mengoni ha raccontato a Fabio Fazio di aver lavorato per tre giorni nello studio del cantautore bolognese per registrare Marie Louise, e ha definito Dalla «il punto di riferimento per la cultura mondiale, non solo italiana».

Il ricordo di quella collaborazione si intreccia con un aneddoto personale: quando Dalla lo chiamò a casa per complimentarsi dopo aver ascoltato un suo pezzo, Mengoni pensò a uno scherzo, e solo richiamandolo scoprì che il cantautore stava ancora ridendo.

Allo Sbagliato: un club da 500 posti e un'esperienza offline

Il nuovo singolo accompagna anche la nascita di Allo Sbagliato, lo spazio milanese all'interno dell'ex Teatro Principe in viale Bligny 52 di cui Mengoni è direttore creativo e che ospiterà la sua residency dal 5 novembre al 19 dicembre. Il progetto prevede 26 serate con una capienza di 500 posti, suddivisi tra 400 in piedi e 100 seduti, e un'esperienza completamente offline: all'ingresso i telefoni vengono inseriti in apposite custodie richiudibili per tutta la durata dello spettacolo.

Sul palco, Mengoni sarà accompagnato da una band dal vivo, senza sequenze né click, con una scaletta che cambia sera per sera e che esclude volutamente le sue hit più celebri come L'essenziale e Due vite.

Il calendario della residency alterna serate musicali a appuntamenti con comici e DJ set, con ospiti già annunciati tra cui Luca Ravenna, Sayf, Nuzzo e Di Biase, Mace e Benjamin Clementine. I biglietti, acquistabili online, hanno un costo compreso tra 100 e 200 euro a seconda della sistemazione scelta, una cifra che ha alimentato critiche sui social: «Marco Mengoni ha bisogno di riconnettersi alla realtà», ha scritto un utente, mentre un altro ha definito il prezzo «fuori dalla realtà» considerando il costo della vita.

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