Marco Mengoni, il dolore per la madre nel singolo Giornate perse

Marco Mengoni, il dolore per la madre nel singolo Giornate perse
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Marco Mengoni racconta il dolore per la perdita della madre nel nuovo singolo Giornate perse, un brano nato da quello che il cantante ha definito il periodo più difficile della sua vita. Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, nella puntata dell'11 ottobre sul Nove, l'artista ha presentato per la prima volta dal vivo una canzone profondamente personale, legata a un lutto che ha segnato gli ultimi anni della sua vita. Il brano, pubblicato il 9 ottobre, inaugura un nuovo progetto discografico e accompagna il ritorno del cantautore con una scrittura intima, costruita attorno alla sofferenza, al silenzio e alla difficoltà di affrontare un distacco.

La perdita della madre e il racconto a Che tempo che fa

Il riferimento è alla scomparsa di Nadia Ferrari, morta il 22 settembre 2024 all'età di 60 anni, dopo una lunga malattia. Durante l'intervista televisiva, Mengoni ha parlato della perdita più dolorosa che abbia affrontato e delle tante giornate trascorse cercando di convivere con un'assenza difficile da accettare. Ha spiegato che la canzone è arrivata in maniera spontanea, quasi fosse rimasta a lungo dentro di lui prima di trovare una forma musicale. Non è stata quindi il risultato di un'elaborazione programmata, ma l'espressione di emozioni accumulate nel tempo, emerse nel momento in cui è riuscito a trasformarle in parole e musica.

L'intensità emotiva del pezzo ha influenzato anche la registrazione. Il cantante ha raccontato di aver inciso la parte vocale in un'unica esecuzione, senza ripeterla successivamente: quella presente nel singolo è infatti la prima e unica take. Una scelta legata alla fatica di interpretare nuovamente parole che contengono una parte così importante della sua esperienza personale. Nel colloquio con Fazio, l'artista ha anche spiegato come le giornate dolorose abbiano assunto, con il passare del tempo, un significato diverso. La sofferenza lo ha portato a interrogarsi sulle proprie esigenze, a modificare il modo di rapportarsi agli altri e a dare maggiore attenzione a ciò che considera davvero importante per sé stesso.

Il significato della canzone tra solitudine, ricordi e cambiamento

Nel testo, il protagonista si rivolge direttamente a sé stesso, chiamandosi per nome e cercando di mettere ordine in pensieri che si sovrappongono. Il silenzio non rappresenta una condizione di tranquillità, ma uno spazio occupato da ricordi, domande e sensazioni difficili da controllare. Emergono la solitudine, il vuoto lasciato da una persona cara e la tendenza a comportarsi come se nulla fosse accaduto. Anche il rapporto con il tempo cambia: i giorni si confondono, la memoria riporta continuamente al passato e la vita quotidiana continua a scorrere mentre chi soffre avverte una sensazione di immobilità.

Un altro tema centrale è il coraggio di riconoscere la propria fragilità. La canzone affronta la difficoltà di ammettere di non avere sempre la forza necessaria per reagire e il bisogno di smettere di nascondere le proprie emozioni. Il dialogo interiore si trasforma progressivamente in un invito ad ascoltarsi, liberandosi dalle aspettative esterne e dalla pressione di dover apparire sempre sicuri. La scrittura richiama anche la sensibilità di Lucio Dalla, uno dei riferimenti musicali del cantautore, al quale il pezzo rende omaggio. Sul piano sonoro, gli strumenti acustici suonati dal vivo si intrecciano con una produzione pop contemporanea.

Il videoclip e le 26 serate milanesi di Allo Sbagliato

La dimensione emotiva del brano prende forma anche nel videoclip ufficiale, diretto da Giulio Rosati a partire da un'idea dello stesso artista. Le prime immagini sono ambientate in un vecchio ufficio postale, dove Mengoni attende seduto mentre le persone intorno a lui si muovono a velocità accelerata. La sala si svuota e si riempie, ma il cantante rimane fermo, assorto nei propri pensieri. Successivamente si ritrova in una stanza vuota, prima di chiudere gli occhi e lasciarsi cadere all'indietro. Il movimento lo trasporta nello spazio, dove inizialmente cerca di mantenere il controllo, per poi abbandonarsi alla sensazione di fluttuare e osservare il panorama.

Il nuovo percorso musicale comprende anche Allo Sbagliato, il progetto dal vivo che Mengoni ha ideato per Milano. Dal 5 novembre al 19 dicembre sono previste 26 serate al Teatro Principe, in viale Bligny 52, uno spazio da circa 500 posti nel quale il cantante assumerà anche il ruolo di direttore artistico. Il programma prevede esibizioni musicali, improvvisazione e incontri con altri artisti selezionati personalmente. La formula si distingue dai grandi concerti negli stadi e nei palazzetti: il pubblico sarà disposto attorno all'area di esibizione, senza transenne o un palco tradizionale a separarlo dai musicisti.

Durante gli spettacoli, Mengoni sarà accompagnato da undici elementi e proporrà un repertorio con radici nel soul e nel blues, senza una scaletta rigidamente prestabilita. La musica sarà eseguita interamente dal vivo, senza sequenze preregistrate, click o altre componenti digitali utilizzate per scandire le esecuzioni. Il cantante ha annunciato che si esibirà quattro giorni alla settimana, mentre nelle altre serate lo spazio ospiterà altri protagonisti dello spettacolo. L'organizzazione del locale prevede inoltre una programmazione che comprende comicità e DJ set.

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