Approvata la legge sulla sicurezza sul lavoro, nuove regole per cantieri e controlli
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Redazione Interno
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Con 143 voti favorevoli, 105 contrari e 3 astenuti, l’aula della Camera ha confermato in via definitiva il decreto legge che introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, completando così l’iter parlamentare e trasformando il provvedimento in legge dello Stato. La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha sottolineato come l’obiettivo del testo sia quello di “rendere il lavoro sicuro e di qualità”, una manovra che, a suo dire, mira a “mettere in sicurezza il futuro” attraverso un articolato sistema di interventi. Il decreto, che contiene anche disposizioni in materia di protezione civile, affronta il tema non solo con un incremento degli organici dedicati ai controlli, ma anche attraverso innovazioni di carattere preventivo e organizzativo, cercando di intervenire su alcuni dei punti critici più frequentemente evidenziati dalle statistiche sugli infortuni.
I cardini della nuova normativa: badge digitale e stabilizzazioni
Tra gli strumenti più rilevanti introdotti dalla nuova legge spicca il cosiddetto badge digitale di cantiere, uno strumento pensato per tracciare la presenza dei lavoratori e accertare il possesso dei requisiti formativi obbligatori, il cui impiego è finalizzato a contrastare il sommerso e l’impiego di manodopera non qualificata. Parallelamente, il provvedimento punta a rafforzare la vigilanza attraverso l’assunzione di ulteriori 400 unità tra ispettori e Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro, andando così a potenziare un comparto che da anni lamenta carenze di organico. Un altro tassello significativo riguarda la stabilizzazione di 94 professionisti dell’Inail – 28 medici specialisti e 66 infermieri – attualmente impegnati con contratti a termine, i quali, a partire dal primo novembre del 2025, passeranno a un inquadramento stabile, con l’intento di garantire continuità alle attività di prevenzione e di cura.
Il sistema premiale e il focus su appalti e responsabilità
La legge introduce, inoltre, un meccanismo premiale per le aziende che investono in formazione e in tecnologie avanzate per la sicurezza, un elemento che ha sollevato non poche discussioni. Tale sistema, che di fatto condiziona alcuni benefici alla dimostrazione di pratiche virtuose, si accompagna a un deciso rafforzamento delle norme che regolano gli appalti e i subappalti, settori notoriamente esposti a rischi maggiori, dove la catena delle responsabilità può spesso apparire opaca. Qui il legislatore è intervenuto per rendere più stringenti gli obblighi dei committenti e dei contraenti, con l’evidente scopo di prevenire quelle situazioni di degrado normativo che troppo frequentemente fanno da prologo a fatti di cronaca nera, i quali, pur trattati con il dovuto rispetto per le vittime e le indagini in corso, continuano a riempire le paghe dei giornali con resoconti di procedimenti giudiziari e inchieste.
Le voci del sindacato: dalla Cisl un cauto plauso, la Cgil critica
Le reazioni del sindacato al varo della legge non sono univoche, segnalando un approccio differenziato alle novità introdotte. Mattia Pirulli, segretario confederale della Cisl, ha espresso un giudizio sostanzialmente positivo, definendo “importanti passi avanti” le misure sul potenziamento dei controlli e della prevenzione, e auspicando che al provvedimento segua “un confronto per l’attuazione” delle norme. Una valutazione ben diversa arriva, però, dalla Cgil, la cui segretaria confederale Francesca Re David ha criticato aspramente il testo definitivo, giudicandolo un peggioramento rispetto alla prima bozza ministeriale e denunciando l’assenza di nuove risorse dedicate. Secondo la dirigente sindacale, gli stanziamenti utilizzati sarebbero infatti quelli già previsti dall’Inail, rimodulati “in grandissima parte a favore delle imprese”, una scelta che, a suo avviso, dimostrerebbe come il governo consideri la sicurezza dei lavoratori “solo un costo”.




