La crisi idrica in Sicilia, una situazione drammatica
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Redazione Interno
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A Caltanissetta, la Corte dei Conti ha acceso i fari sulle tariffe dell'acqua, sollecitata da FederConsumatori che ha chiesto l'intervento della Regione. Dopo il viale Monaco e la zona dell'ospedale, anche l'acqua erogata in via Don Minzoni è tornata potabile, secondo le verifiche dei laboratori dell'Asp. Il sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro, ha revocato il divieto di utilizzo per gli usi potabili delle acque distribuite da Caltaqua, ordinanza che era stata firmata sabato scorso a causa di un livello di torbidità superiore al limite di accettabilità rilevato nell'area di prelievo di via Don Minzoni.
La disperazione degli allevatori siciliani è palpabile: Cataldo Domina, 37 anni, allevatore nell'azienda agricola di famiglia poco distante da Gangi, nelle Madonie, è stato costretto a mandare al macello parte dei suoi bovini per non farli morire di sete. La siccità, in Sicilia, significa anche questo: essere costretti a sacrificare i propri animali per salvare il resto della mandria. La situazione è resa ancora più drammatica dalla scarsità di foraggio e acqua, risorse essenziali per la sopravvivenza degli allevamenti.
Appena hanno visto il cielo scurirsi, gli abitanti di molte zone della Sicilia sono corsi a tirare fuori bacinelle, contenitori di ogni forma, colore e dimensione, insalatiere, bidoni con grossi imbuti, pentole e vaschette. La pioggia, tanto attesa e benedetta, è finalmente arrivata, ma è acqua che non disseta e non basta, che si perde e serve solo a spostare di qualche giorno l'agonia di questa estate siciliana di arsura e siccità. Le dighe sono a secco, i pozzi contaminati e la poca pioggia non riesce a risolvere la crisi idrica che ha colpito la regione.
A estate ormai conclusa, la crisi idrica in Sicilia continua a preoccupare e, secondo alcune stime, coinvolge al momento più di due milioni di cittadini. L'ultima cabina di regia sulla crisi idrica in Sicilia, tenutasi lunedì 30 settembre, ha certificato la gravità della situazione: negli invasi ci sono circa 60 milioni di metri cubi di acqua disponibili, rispetto ai 300 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.




