Alberto Scagni, condannato per l'omicidio della sorella Alice, è stato brutalmente aggredito nel carcere di Sanremo, nonostante fosse rinchiuso in un'ala dedicata ai casi più delicati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Questo incidente ha riportato alla luce la questione del sovraffollamento delle prigioni e della difficile gestione dei detenuti protetti.

Gli avvocati di Scagni accusano le autorità di non fornire informazioni sufficienti sulla salute del loro cliente. "Abbiamo inviato una Pec al carcere di Marassi dopo che il mio assistito è stato aggredito e non abbiamo mai avuto risposte, anche dopo un nostro sollecito", spiega l'avvocato Alberto Caselli Lapeschi.

Il segretario generale S.PP., Aldo Di Giacomo, ha commentato l'aggressione a Scagni nel carcere di Sanremo, sottolineando l'incapacità dell'Amministrazione Penitenziaria. Secondo Di Giacomo, questo è l'ennesimo caso che dimostra il totale collasso del sistema penitenziario, dove i detenuti violenti pensano di fare giustizia da soli e si impongono sui più deboli.

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