Borsa Milano in volo con Unipol e Saipem, mentre l’Europa guarda alle banche centrali
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Borsa di Milano, in una seduta che si conferma robustamente positiva, allunga il passo e porta il Ftse Mib a un incremento dello 0,7%, sfiorando quota 44.300 punti in una giornata che vede protagonisti i titoli legati all’assicurazione e all’energia. A trainare l’indice, il cui andamento supera quello di altri listini continentali, sono Unipol – che, con un balzo del 2,58%, si aggiudica il ruolo di maglia rosa – e Saipem, la cui performance positiva del 2,46% si lega alle dinamiche del petrolio. Non manca, tra i valori in evidenza, Stmicroelectronics, in rialzo del 2,13%, sostenuta anche dalla revisione al rialzo del prezzo obiettivo da parte di un importante broker internazionale, che l’ha portato a 30 euro. Si distinguono inoltre, nel comparto assicurativo, Generali, che avanza dell’1,71%, e, tra le banche, Banco Bpm e Popolare di Sondrio, le cui quotazioni salgono rispettivamente dell’1,7% e dell’1,5%.
Le luci e le ombre nel listino
Sul fronte opposto, tra i pochi fanalini di coda del paniere principale, si registrano invece flessioni per Interpump Group, che cede l’1,2%, per Moncler, in calo dello 0,83%, e per Enel, che retrocede dello 0,67%. Fuori dal paniere Ftse Mib, invece, brilla l’andamento di Ariston Holding, che dopo l’annuncio dell’acquisizione di Riello segna un rimarchevole +4,3%, evidenziando come le operazioni societarie continuino a essere un potente motore per le valutazioni. Il quadro complessivo, del resto, si inserisce in un contesto europeo tendenzialmente favorevole, seppure caratterizzato da una certa cautela, con gli investitori che – come spesso accade in queste fasi – tengono lo sguardo fisso sulle prossime decisioni delle principali istituzioni monetarie.
Il contesto internazionale e il rimbalzo delle materie prime
Le borse del Vecchio Continente, infatti, procedono in rialzo, seppur con intensità differenti: il Dax di Francoforte avanza di circa lo 0,2%, mentre il Ftse 100 di Londra fa meglio, segnando un +0,92%, seguito dall’Aex di Amsterdam (+0,52%) e dall’Ibex 35 di Madrid (+0,45%); più contenuto, invece, l’incremento del Cac 40 di Parigi, attestato su un +0,11%. Sullo sfondo, un elemento di particolare rilievo è costituito dal rimbalzo del greggio, il quale, dopo essere precipitato a 55 dollari al barile – un livello che non si registrava dal febbraio del 2021 – ha invertito bruscamente la rotta, complice anche un blocco produttivo in Venezuela. Questo movimento, che interrompe una fase di forte debolezza, offre fiato alle società energetiche, contribuendo alla vivacità di settori specifici del listino.
L’attesa per le decisioni delle banche centrali
La settimana, tuttavia, è dominata dall’attesa per gli appuntamenti delle banche centrali, il cui esito è considerato in grado di influenzare gli assetti di mercato per i prossimi mesi. L’agenda, fitta di incontri, vede in primo piano la Banca Centrale Europea e la Bank of England, chiamate a pronunciarsi domani: per Francoforte gli analisti non si attendono sorprese, prevedendo che i tassi di interesse rimarranno invariati, mentre Londra dovrebbe procedere a un taglio dello 0,25%, sull’esempio di quanto già deciso dalla Federal Reserve statunitense. Parallelamente, anche la Banca del Giappone è pronta a un passo significativo, con Tokyo che si appresta a innalzare il costo del denaro al livello più alto degli ultimi tre decenni, portandolo allo 0,75%. A completare il quadro, le riunioni della Riksbank svedese e della Norges Bank norvegese, che dovranno a loro volta deliberare in merito a eventuali modifiche dei tassi, in un panorama globale di transizione monetaria.




