Amazon distrugge libri antichi per addestrare l’AI: l’inchiesta con l’AirTag
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Redazione Economia
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Il colosso dell'ecommerce, nato nel 1994 come libreria online e poi trasformatosi in un gigante capace di spaziare in ogni settore merceologico, si trova ora al centro di un'inchiesta che ne mette in discussione il rapporto con la cultura scritta. Secondo quanto ricostruito dalla testata 404 Media, Amazon starebbe acquistando ingenti quantitativi di libri antichi e fuori catalogo, tra cui volumi rari, per scannerizzarli e utilizzare i testi come materiale di addestramento per i propri modelli di intelligenza artificiale.
Al termine del processo di digitalizzazione, le copie fisiche vengono distrutte, una pratica che ha scatenato un acceso dibattito sulla conservazione del patrimonio culturale e sull'etica dello sviluppo tecnologico.
Un AirTag per svelare il destino dei libri
L'indagine ha preso avvio dai sospetti di alcuni librai che, nell'ultimo anno, avevano registrato un'anomalia: ordini all'ingrosso improvvisi, per lotti di mille volumi, acquistati da acquirenti anonimi che non mostravano alcun interesse per il valore intrinseco o storico delle opere. Per fare luce su questi acquisti misteriosi, 404 Media ha coinvolto un libraio che aveva ricevuto una commessa di circa mille libri attraverso il marketplace Biblio, specializzato in volumi rari e usati.
Il commerciante ha accettato di nascondere un Apple AirTag in uno dei volumi prima della spedizione, consentendo ai giornalisti di seguirne il percorso in tempo reale attraverso gli Stati Uniti.
La destinazione: il magazzino LAS8 di Las Vegas
Il segnale del dispositivo di localizzazione ha tracciato un percorso che dalla California ha portato il pacco in Wisconsin, per poi proseguire verso ovest fino a raggiungere una struttura Amazon a Las Vegas, identificata dal codice LAS8. Sebbene il magazzino LAS8 sia principalmente noto per la stampa di libri su richiesta, l'AirTag ha localizzato la spedizione in un'area separata dell'edificio, nota internamente come VGT3.
Una volta giunti a destinazione, i volumi vengono privati del dorso per velocizzare la scansione delle pagine, le quali vengono digitalizzate e, una volta estratto il contenuto, la copia cartacea viene distrutta. L'operazione VGT3, il cui logo raffigura un Tirannosauro Rex che stringe un libro tra le fauci, è descritta dai lavoratori del settore come una linea di montaggio dedicata esclusivamente alla ricezione, scansione e distruzione di libri.
La corsa ai testi "umani" per i modelli linguistici
La ragione di questa operazione affonda le radici nella frenetica competizione nel campo dell'intelligenza artificiale. I grandi modelli linguistici, come quelli sviluppati da Amazon sotto il nome di Nova, necessitano di quantità enormi di dati testuali per migliorare le proprie capacità.
Dopo aver esaurito gran parte delle fonti disponibili online, le aziende di IA si sono rivolte ai libri stampati, in particolare a quelli antecedenti al 2022, per un motivo ben preciso: i testi pubblicati prima dell'avvento dell'AI generativa sono considerati "puri", privi cioè di contenuti generati da altre macchine. L'utilizzo di testi scritti da umani è fondamentale per evitare il fenomeno del "collasso del modello", un degrado della qualità che si verifica quando un'AI viene addestrata ripetutamente su dati prodotti da altre AI.
ISBN e valore culturale: il dilemma dei librai
Dalle conversazioni dei lavoratori del magazzino VGT3, emerge che la procedura prevede la scansione del codice a barre o dell'ISBN del libro prima ancora di procedere con la digitalizzazione del contenuto. Questo dettaglio conferma un'ipotesi avanzata dagli stessi librai: le aziende di IA stanno setacciando metodicamente l'intero catalogo mondiale dei libri attraverso i loro codici identificativi, concentrandosi su volumi di scarso valore commerciale ma unici per il loro contenuto.
Un libraio coinvolto nell'inchiesta ha dichiarato che questi volumi, sebbene non preziosi sul mercato, possiedono un "valore storico, intellettuale e sentimentale" che le aziende di intelligenza artificiale ignorano completamente, interessate esclusivamente alle parole che contengono.
Le dichiarazioni di Amazon e il precedente legale
Di fronte alle rivelazioni dell'inchiesta, Amazon ha rilasciato una dichiarazione generica, affermando di "acquistare libri attraverso canali commerciali per sviluppare e migliorare i prodotti e i servizi utilizzati dai clienti". L'azienda, tuttavia, non ha fornito dettagli sulla pratica della distruzione dei volumi, né ha specificato quanti centri simili a VGT3 possieda nel mondo. La pratica di acquistare libri fisici per digitalizzarli e poi distruggerli non è nuova.
Un precedente significativo risale al caso Anthropic, dove un giudice federale aveva stabilito che l'acquisto di libri cartacei, la rimozione della rilegatura e la scansione delle pagine costituivano un uso corretto (fair use), poiché la copia digitale andava a sostituire un originale che, di fatto, non esisteva più. Una sentenza che, di fatto, ha aperto la strada a questa controversa modalità di acquisizione di dati per l'addestramento dell'intelligenza artificiale.
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