Amazon compra libri rari e li distrugge per addestrare l'IA: l'inchiesta di 404 Media

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un AirTag nascosto tra le pagine di un libro raro ha svelato il destino di migliaia di volumi acquistati in blocco da acquirenti anonimi, confermando i sospetti di molti librai americani che da mesi si chiedevano chi fosse disposto a spendere cifre ingenti per lotti di libri spesso senza alcun filo logico o interesse per il loro valore commerciale o storico.

Il dispositivo di tracciamento, inserito in una spedizione di circa mille volumi ordinati attraverso il marketplace Biblio, ha percorso gli Stati Uniti fino a fermarsi in un magazzino Amazon a Las Vegas, in Nevada.

Il reparto VGT3 e il logo del T-Rex che divora libri

Nel centro di smistamento LAS8, la struttura che ospita anche l'unità operativa nota come VGT3, i dipendenti hanno raccontato di ricevere enormi spedizioni di libri stampati, tagliarne la rilegatura per velocizzare il processo e scansionarne le pagine. Il libro fisico, una volta completata la digitalizzazione, viene distrutto. Il logo che campeggia all'ingresso del reparto VGT3, raffigurante un Tyrannosaurus rex che stringe un libro tra le zampe, sembra quasi una provocazione per chi vede in questa pratica un attacco alla cultura.

In una dichiarazione rilasciata a 404 Media, un portavoce di Amazon si è limitato a osservare che la società acquista libri attraverso canali commerciali per contribuire a sviluppare e migliorare i prodotti e i servizi utilizzati dai clienti, senza menzionare esplicitamente l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.

La corsa ai dati per l'addestramento dei modelli linguistici

La pratica, che era già emersa in precedenza in relazione ad Anthropic con il "Project Panama", è diventata una strategia diffusa tra le aziende tecnologiche che cercano disperatamente nuovi dati per addestrare i propri modelli linguistici di grandi dimensioni.

I libri, soprattutto quelli pubblicati prima del 2022, rappresentano una fonte preziosa di testo scritto da esseri umani, non contaminato da contenuti generati dall'intelligenza artificiale, e quindi essenziale per evitare il cosiddetto "model collapse", un fenomeno per cui un modello addestrato su dati prodotti da altre IA tende a peggiorare le proprie prestazioni.

Il fatto che i dipendenti di VGT3 scansionino il codice ISBN di ogni libro prima di procedere alla digitalizzazione ha alimentato l'ipotesi che le aziende stiano tentando di passare metodologicamente al setaccio tutti i libri stampati, partendo dall'elenco dei codici internazionali.

I lotti acquistati non includono quasi mai prime edizioni di grande valore economico, ma piuttosto opere fuori catalogo, testi mai tradotti o volumi di scarso interesse commerciale che però, come ha osservato il libraio coinvolto nell'inchiesta, possono avere un valore storico o intellettuale che va oltre il prezzo di mercato.

Implicazioni legali e il precedente del caso Anthropic

Da un punto di vista legale, la pratica della scansione distruttiva si muove in una zona grigia. Nel giugno 2025, un giudice federale statunitense aveva stabilito che la conversione di un libro acquistato legalmente in un file digitale per l'addestramento dell'IA poteva essere considerata "fair use" trasformativo, come nel caso di Anthropic che aveva acquistato milioni di copie cartacee per il suo progetto.

Tuttavia, dal momento che Anthropic ha poi raggiunto un accordo con gli autori, quel verdetto non costituisce un precedente vincolante per altre giurisdizioni. La questione solleva interrogativi complessi sulla conservazione del patrimonio culturale, sul diritto d'autore e sulla trasparenza delle filiere di approvvigionamento dei dati per l'IA, in un momento in cui i giganti della tecnologia sono alla ricerca di qualsiasi vantaggio nella competizione per lo sviluppo di modelli sempre più potenti.

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