Libri distrutti per addestrare l’IA: il piano di Anthropic fa discutere

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Libri distrutti per addestrare l’IA: è questo il nodo centrale del progetto Project Panama attribuito ad Anthropic, la startup che ha creato l’intelligenza artificiale Claude, secondo le informazioni riportate sul piano di scansione di milioni di volumi. L’operazione riguarderebbe l’acquisto di grandi quantità di libri usati a basso costo per sottoporli a un processo chiamato “destructive scanning”, una tecnica che prevede il taglio della rilegatura dei volumi per velocizzare la scansione delle pagine. L’obiettivo indicato è ottenere contenuti utili per migliorare il linguaggio dei sistemi di intelligenza artificiale.

Il progetto di scansione dei libri e il metodo del destructive scanning

Il procedimento al centro della vicenda consiste nella separazione fisica delle pagine dei libri prima della digitalizzazione, così da rendere più rapido il lavoro degli scanner. Secondo quanto riportato, milioni di volumi sarebbero stati acquistati per essere trasformati in materiale destinato all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. La pratica ha attirato l’attenzione perché comporta la distruzione dei libri utilizzati, compresi testi che possono avere valore culturale o storico, mentre le aziende cercano grandi quantità di contenuti per rendere più efficaci i sistemi capaci di elaborare il linguaggio.

La questione riguarda anche il rapporto tra intelligenza artificiale e patrimonio librario, perché il processo descritto non prevede una semplice consultazione dei volumi, ma una loro trasformazione attraverso la scansione. Le informazioni disponibili collegano questa attività alla necessità delle aziende di IA di raccogliere materiale scritto di qualità per alimentare i propri sistemi. Il caso ha quindi acceso un dibattito sulla scelta di acquistare libri per poi eliminarne la struttura fisica durante la fase di acquisizione dei contenuti.

Gli acquisti sospetti dei libri usati e le segnalazioni emerse

Un ulteriore elemento riportato riguarda le vendite anomale registrate da alcuni librai indipendenti. La testimonianza di un piccolo libraio racconta che, a partire da aprile 2026, le sue vendite sarebbero passate da circa 20 libri alla settimana a diverse centinaia. Il libraio non avrebbe avuto contatti diretti con aziende di intelligenza artificiale, perché le transazioni avvenivano tramite piattaforme online che fanno da intermediari, ma ha descritto caratteristiche degli acquisti ritenute sospette.

Le segnalazioni sulle compravendite di grandi quantità di libri si inseriscono nel quadro delle attività attribuite alle società di intelligenza artificiale, interessate a raccogliere testi per migliorare le capacità linguistiche delle macchine. Secondo le informazioni riportate, l’acquisto di volumi usati sarebbe legato alla necessità di ottenere rapidamente contenuti da scansionare. Il caso Anthropic e Project Panama è diventato così un esempio del modo in cui lo sviluppo dell’IA possa coinvolgere anche materiali fisici come i libri.

La vicenda mette al centro un processo tecnico che trasforma volumi acquistati sul mercato in dati utilizzabili dai sistemi di intelligenza artificiale. Il destructive scanning, descritto come una procedura che accelera la digitalizzazione attraverso il taglio delle rilegature, rappresenta il passaggio chiave del piano attribuito ad Anthropic. Le informazioni diffuse evidenziano quindi l’utilizzo di milioni di libri come fonte di contenuti per l’addestramento dell’IA e le conseguenze della scelta di eliminare materialmente gli originali durante la scansione.

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