Acerra, bimba di 9 mesi sbranata: il pitbull Tyson non aveva microchip

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non aveva microchip il pitbull che, nella notte tra sabato e domenica scorsi, ha aggredito una bambina di 9 mesi ad Acerra, in provincia di Napoli, causandone la morte. La piccola, dopo l’attacco, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Villa dei Fiori dal padre, che si è accorto troppo tardi di quanto stava accadendo. Purtroppo, nonostante i tentativi di soccorso, non è stato possibile salvarla.

Il cane, un pitbull di circa 25 chili di nome Tyson, è stato immediatamente affidato ai servizi veterinari dell’Asl Napoli 2 Nord, che lo hanno trasferito nel canile convenzionato di Frattaminore. Qui, i veterinari stanno effettuando tutti i rilievi del caso, comprese le analisi necessarie per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Secondo quanto riferito dal padre della piccola, l’animale era sprovvisto del microchip identificativo, obbligatorio per legge. Questo dispositivo, che contiene informazioni sanitarie e relative alle vaccinazioni, avrebbe potuto fornire dati utili per ricostruire la storia del cane e il suo stato di salute.

Curiosamente, l’altro cane di proprietà della famiglia risultava regolarmente registrato, con microchip e documentazione in regola. Questo particolare ha sollevato ulteriori interrogativi, spingendo le autorità a indagare più a fondo sulle circostanze che hanno portato alla tragedia. Intanto, è stata disposta l’autopsia sulla piccola vittima, mentre il pitbull rimane in custodia cautelare, in attesa degli esiti delle indagini.

Il caso ha riacceso il dibattito sulla relazione tra bambini e cani, soprattutto quando si tratta di razze considerate potenzialmente pericolose. Francesca Mugnai, psicologa e tra i massimi esperti internazionali in Interventi assistiti con gli animali (IAA), ha sottolineato come la convivenza tra bambini e cani possa essere benefica, ma solo se gestita con le dovute attenzioni. La specialista, che coordina progetti di pet therapy all’AOU Meyer di Firenze, ha evidenziato l’importanza di monitorare costantemente le interazioni tra i più piccoli e gli animali, soprattutto in contesti domestici.

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