Corato, l'arcivescovo D'Ascenzo dopo l'arresto del parroco: solidarietà alla presunta vittima
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Redazione Interno
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L'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie esprime «profondo dolore e sconcerto» per i fatti contestati a don Vito Martinelli, il prete cinquantaseienne di Corato arrestato sabato scorso con l'accusa di violenza sessuale aggravata dall'abuso di autorità nei confronti di un giovane che frequentava la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.
La nota diffusa dalla curia pugliese ricostruisce anche i passaggi interni che hanno preceduto l'intervento della magistratura, precisando che l'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo, già il 25 novembre 2025, aveva «avviato l'indagine preliminare sull'operato del Sacerdote», disponendo in via cautelativa la sospensione immediata dell'indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l'iter giudiziario facesse il suo corso.
Un provvedimento cautelare notificato a scuola
L'arresto è scattato nella mattinata di sabato, quando gli agenti della Squadra mobile di Bari si sono presentati presso l'abitazione del sacerdote senza trovarlo. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura, è stato quindi notificato all'istituto superiore Oriani-Tandoi, dove Martinelli insegna religione: il religioso è stato raggiunto tra i banchi di scuola, durante le ore di lezione.
La misura degli arresti domiciliari è stata disposta a fronte del rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, come si legge negli atti dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Squadra mobile di Bari.
Il percorso pastorale e il trasferimento del settembre 2025
Per circa dieci anni Martinelli aveva guidato la parrocchia del Sacro Cuore, lasciandola il primo settembre 2025 per trasferirsi, su disposizione dello stesso arcivescovo, nel duomo di Santa Maria Maggiore con l'incarico di collaboratore del parroco. In un messaggio affidato ai social, il sacerdote aveva spiegato la scelta richiamando una disposizione dei vescovi pugliesi, secondo cui chi insegna come docente di ruolo non può ricoprire contemporaneamente l'ufficio di parroco.
All'attività pastorale Martinelli aveva affiancato per anni quella di insegnante e di giornalista professionista, con incarichi nelle scuole superiori della città e una presenza consolidata nei media locali, dove aveva condotto trasmissioni dedicate alla fede e all'attualità, costruendo nel tempo anche un seguito sui canali social.
La denuncia della presunta vittima e l'indagine della curia
Secondo quanto ricostruito negli atti dell'inchiesta, la presunta vittima è un giovane che frequentava assiduamente la parrocchia del Sacro Cuore e che vedeva nel sacerdote una guida spirituale, anche in ragione del percorso di avvicinamento al seminario intrapreso. I fatti contestati si collocano tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, e sarebbero proseguiti anche dopo il trasferimento del religioso in un'altra chiesa. Il giovane avrebbe raccontato quanto accaduto dapprima al nuovo parroco, quindi alle gerarchie ecclesiastiche, prima di rivolgersi alla polizia.
L'arcivescovo D'Ascenzo, nella nota diffusa dopo l'arresto, ha confermato di aver ricevuto la segnalazione e di aver attivato le procedure previste dal diritto canonico.
La posizione dell'Arcidiocesi
Nella nota, la curia di Trani-Barletta-Bisceglie manifesta «vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia», esprimendo «piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine» e offrendo collaborazione per l'accertamento dei fatti. La Chiesa locale ribadisce inoltre, «pur nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva», il proprio impegno nella «tolleranza zero contro ogni forma di abuso», con l'obiettivo dichiarato di garantire che parrocchie e centri pastorali siano luoghi sicuri.
L'interrogatorio di garanzia del sacerdote, assistito dai suoi legali, è stato fissato per mercoledì mattina in Tribunale a Trani.
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