L'Italia di Mancini chiude il mini-ciclo con sette punti: la Turchia vale il secondo posto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'Italia di Roberto Mancini ha archiviato il primo tour europeo di questa Nations League con sette punti in undici giorni, un bottino che nessuno poteva pronosticare alla vigilia della sconfitta casalinga contro il Belgio. Dal 25 settembre al 5 ottobre gli azzurri hanno giocato quattro partite, cambiando pelle e uomini, incassando una sola battuta d'arresto e infilando due vittorie e un pareggio in trasferta contro la Francia.

Il gruppo chiamato a Coverciano ha restituito risposte che vanno oltre il semplice risultato: è emersa una rosa ampia, giovane, con gerarchie mobili e alternative credibili in ogni reparto.

La vittoria di Bologna e il sorpasso sul Belgio

Al Dall'Ara, davanti a trentamila spettatori, l'Italia ha battuto la Turchia per 3-1, centrando il successo casalingo che mancava da oltre cinque anni. Mancini ha confermato solo Donnarumma tra i pali e Bastoni in difesa rispetto al pareggio di Parigi, mandando in campo ben nove giocatori diversi. Il vantaggio è arrivato al 26' con un destro al volo di Scamacca, che ha interrotto un digiuno personale in azzurro lungo tre anni.

Nella ripresa, dopo il pareggio ospite firmato Simsir, Calafiori ha ristabilito il vantaggio di testa su punizione di Barella, segnando la sua prima rete con la maglia della Nazionale proprio nello stadio che lo aveva lanciato nel grande calcio. Nel finale Pio Esposito ha chiuso i conti con il settimo gol in tredici presenze, alimentando l'idea che il problema del centravanti, trascinato per un ventennio, possa considerarsi risolto in maniera strutturale.

Con questi tre punti l'Italia è salita al secondo posto nel girone, scavalcando il Belgio e portandosi a una sola lunghezza di distanza dalla Francia.

Le scelte di Mancini e le rivelazioni del mini-ciclo

Il commissario tecnico ha schierato ventitré giocatori diversi dal primo minuto nelle quattro partite, con il solo Donnarumma a non saltare mai un minuto. Oltre al portiere del Manchester City, ormai considerato il numero uno al mondo, il ct ha costruito le sue certezze attorno a Bastoni, Tonali e allo stesso Pio Esposito.

Ma il valore aggiunto di questa tornata è arrivato dalle alternative: Kayode basso a destra e Vergara alto sulla stessa fascia sono state le scoperte più interessanti, mentre a centrocampo Doumbia, Romano e Frattesi hanno garantito prestazioni di spessore anche quando chiamati a sostituire i titolari. La gestione del gruppo è sembrata il vero marchio di fabbrica di questo nuovo corso, con Mancini abile a non bruciare i giovani dopo le prime difficoltà e a dosare le forze in un calendario compresso.

Il quadro internazionale e i prossimi impegni

Il pareggio di Parigi contro la Francia di Zidane resta la prova più convincente di questo avvio, per qualità dell'avversaria e per il contesto dello Stade de France. La sconfitta interna con il Belgio, maturata nella prima giornata, aveva lasciato strascichi pesanti, ma la reazione della squadra è stata immediata e ha cambiato la percezione del gruppo. A novembre gli azzurri torneranno in campo per gli ultimi due appuntamenti del girone: il 12 a San Siro contro la Francia e tre giorni dopo a Bruxelles contro il Belgio.

Mancini ridurrà la rosa a ventotto o ventinove convocati rispetto ai trentaquattro della precedente tornata, segno che le gerarchie si sono ormai stabilizzate. La qualificazione ai quarti di finale della Nations League, che a settembre sembrava un traguardo utopistico, è ora alla portata: basterà tenere una big dietro di sé.

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