Il cielo di fuoco sopra la Germania: frammenti di un asteroide colpiscono alcune case nella regione di Coblenza
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Redazione Esteri
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La quiete di una domenica sera è stata squarciata, l’8 marzo, da una luce accecante e da un boato che ha fatto tremare i vetri delle finestre in mezza Europa occidentale. Un oggetto proveniente dallo spazio, un asteroide di dimensioni stimate attorno al metro o poco più, è penetrato nell’atmosfera terrestre trasformandosi in una spettacolare palla di fuoco, una scia luminosissima che ha attraversato i cieli di Portogallo, Francia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi prima di frammentarsi sulla Germania. Il fenomeno, durato all’incirca sei secondi, non è stato solo uno spettacolo celeste: decine di chiamate ai servizi di emergenza sono arrivate da cittadini attoniti, e in molti hanno parlato di un forte boato, inizialmente fonte di apprensione e di ipotesi ben più allarmanti di una semplice "stella cadente".
La pioggia di frammenti e il risveglio a Coblenza-Güls
La traiettoria del bolide, ripresa da numerose dashcam e telecamere di sorveglianza, si è conclusa nel cielo sopra la Renania-Palatinato, dove l'oggetto celeste, un meteorode dall’apparente diametro di alcuni metri, si è disintegrato a causa dell'enorme pressione e delle temperature generate dall'attrito con l'atmosfera. I frammenti superstiti, quelli che tecnicamente vengono definiti meteoriti, si sono abbattuti al suolo in una pioggia di detriti che ha interessato in particolare l’area dell'Hunsrück, dell'Eifel e la città di Coblenza. È proprio nel distretto di Güls che si è verificato l'episodio più eclatante: un frammento, delle dimensioni di pochi centimetri, ha perforato il tetto di un'abitazione, creando un foro grande quanto un pallone da calcio e terminando la sua corsa nella camera da letto sottostante, per fortuna vuota in quel momento. I vigili del fuoco, intervenuti prontamente con squadre specializzate, hanno effettuato tutte le rilevazioni del caso, misurando eventuali tracce di radioattività o la presenza di sostanze chimiche pericolose, operazioni che hanno dato esito negativo e che hanno quindi scongiurato qualsiasi rischio per gli occupanti.
Le indagini dell'Agenzia Spaziale Europea e le dimensioni del celeste
Sull'evento, che ha destato l'interesse della comunità scientifica internazionale, si è attivato il gruppo per la difesa planetaria dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Gli esperti stanno analizzando i dati raccolti dalla rete di telecamere AllSky7 e le centinaia di video amatoriali per ricostruire con precisione traiettoria e origine del meteorite. Se inizialmente si parlava di un oggetto di dimensioni ridotte, dell'ordine di qualche decina di centimetri, le prime analisi dell'ESA tendono a rivedere al rialzo queste stime: il diametro dell'asteroide potrebbe essere stato di diversi metri, una grandezza che rende l'evento piuttosto raro per i cieli europei. La difficoltà nel determinare con esattezza le dimensioni originarie risiede nel fatto che la maggior parte del celeste si è vaporizzata durante l'impatto con l'atmosfera, e solo una minuscola frazione della sua massa iniziale, polverizzata in frammenti, ha effettivamente raggiunto il suolo.
Le operazioni di recupero e l'appello alla popolazione
Nelle ore successive all'impatto, le autorità locali e gli esperti del settore hanno lanciato un appello ai residenti della zona: chiunque dovesse imbattersi in sassi dall'aspetto inconsueto, con una crosta di fusione scura e lucida tipica dei meteoriti, è invitato a non toccarli e a segnalare il ritrovamento. La contaminazione con sostanze organiche, come il semplice contatto con la pelle, può compromettere irrimediabilmente le analisi scientifiche volte a determinare la composizione chimica e la natura di questi antichissimi viaggiatori spaziali. Diverse abitazioni nella regione hanno riportato danni ai tetti, ma, e questo va sottolineato con estrema chiarezza, non si registrano feriti. I frammenti recuperati, alcuni dei quali grandi quanto una noce, sono ora al centro di studi approfonditi che potranno rivelare dettagli preziosi sulla formazione del sistema solare, data l'origine primordiale di queste rocce, spesso risalente a oltre 4,5 miliardi di anni fa.




