Louvre, nuovo scandalo dopo la rapina: frode sui biglietti da dieci milioni, nove arresti
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Redazione Esteri
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Non c’è pace per il Louvre. Il museo più visitato al mondo, già scosso lo scorso ottobre dal clamoroso furto dei gioielli della Corona, è di nuovo al centro di una bufera giudiziaria. La procura di Parigi ha reso noto che due giorni fa, nell’ambito di un’operazione di polizia, sono state fermate nove persone, tutte accusate di aver preso parte a una maxi-truffa che per circa un decennio avrebbe prosciugato le casse del museo e, in parte, anche quelle della reggia di Versailles. Il danno stimato, stando a quanto comunicato dagli inquirenti, supererebbe i dieci milioni di euro, una somma che la dice lunga sulla capillarità e sulla sistematicità del raggiro messo a punto dall’organizzazione criminale ora smantellata.
Il meccanismo della frode e il ruolo dei dipendenti infedeli
Le indagini, coordinate dalla procura parigina, hanno permesso di delineare i contorni di un sistema fraudolento ben oliato, che vedeva la compartecipazione di più figure professionali. Tra i fermati, infatti, figurano due dipendenti del Louvre, diverse guide turistiche e un soggetto indicato come il presunto organizzatore della rete -1-4. Il meccanismo della truffa era relativamente semplice nella sua concezione ma complesso nell’esecuzione, tanto da rimanere attivo per anni. Stando a quanto ricostruito, i biglietti d’ingresso venivano acquistati una sola volta e poi riutilizzati illegalmente a più riprese per far accedere gruppi di turisti, aggirando in questo modo i controlli e le normali procedure di vendita. Un ruolo chiave in questo schema era giocato proprio dai due dipendenti del museo, i quali, secondo l’accusa, avrebbero accettato denaro in cambio della complicità, chiudendo un occhio sui controlli e permettendo alle guide di introdurre i visitatori senza il Titolo di accesso valido -7-10. Le indagini, che hanno preso il via da una segnalazione interna del museo nel dicembre del 2024, hanno inoltre fatto emergere come i sospettati avrebbero investito parte dei proventi illeciti in operazioni immobiliari sia in Francia che a Dubai, un dettaglio che conferma la capacità dell’organizzazione di riciclare ingenti quantità di denaro sporco -1-4.
Le indagini e il coinvolgimento di Versailles
L’inchiesta, affidata a due giudici istruttori del tribunale giudiziario di Parigi, è stata aperta formalmente nel giugno del 2025 e ha portato all’esecuzione di intercettazioni telefoniche e servizi di sorveglianza che hanno confermato i sospetti iniziali -1-7. Gli investigatori hanno accertato che la rete criminale poteva gestire fino a venti gruppi di turisti al giorno, una mole di affari che spiega l’entità del danno economico patito dalle istituzioni culturali -1-7. Oltre al Louvre, anche la reggia di Versailles sarebbe stata vittima dello stesso tipo di frode, sebbene la procura non abbia al momento fornito dettagli specifici sull’entità del pregiudizio subito dal secondo monumento -1-4. Durante le perquisizioni, le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 957.000 euro in contanti e circa 486.000 euro depositati su conti correnti riconducibili agli indagati, un primo, significativo recupero delle somme sottratte con l’inganno -1-7. Le accuse contestate a vario titolo agli arrestati sono pesanti e includono, tra le altre, la truffa in banda organizzata, il riciclaggio, la corruzione attiva e passiva e l’aiuto all’ingresso e al soggiorno irregolare sul territorio francese -1-7.
Un periodo nero per il museo parigino
Questo nuovo scandalo giudiziario si inserisce in un contesto già complesso per il Louvre, che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con diverse criticità. Oltre alla già citata rapina dell’ottobre scorso, quando un commando di quattro persone riuscì a rubare gioielli della Corona per un valore stimato di 88 milioni di euro, il museo ha dovuto gestire anche periodi di agitazione sindacale -3-7. Il personale, in più occasioni, ha scioperato per chiedere migliori condizioni lavorative e un aumento degli organici, lamentando una cronica carenza di risorse umane che, di fatto, può aver favorito il protrarsi nel tempo di attività fraudolente come quella ora scoperta -3-10. La portavoce del Louvre, commentando l’operazione di polizia, ha confermato che il museo è da tempo impegnato in un “piano di contrasto strutturato” per far fronte a quella che ha definito una “recrudescenza e diversificazione delle frodi alla biglietteria”, un fenomeno contro cui l’istituzione sta cercando di lottare in stretta collaborazione con le forze dell’ordine -7. I nove fermati, la cui posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, verranno presentati nei prossimi giorni al giudice per la convalida degli arresti e l’eventuale prosecuzione della custodia cautelare in vista del processo.




