La Fifa vende il prato della finale dei Mondiali: zolle da 400 a 3.000 euro sul sito ufficiale
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Redazione Sport
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Non solo biglietti, spazi pubblicitari e quantità industriali di merchandising; il business che ruota attorno all'evento calcistico più seguito del pianeta si arricchisce di una voce destinata a fare discutere. La Fifa ha infatti deciso di mettere in vendita il prato del MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, dove il prossimo 19 luglio si disputerà la finale del Mondiale 2026.
Attraverso una vendita esclusivamente digitale, ospitata sul Fifa Store e sul sito del produttore, i tifosi di tutto il mondo potranno acquistare un pezzo del campo di gioco, con prezzi che variano dai 400 ai 3.000 euro a seconda della tipologia di zolla e del contenitore prescelto.
Un’operazione commerciale inedita per il calcio globale
L'iniziativa, presentata come assolutamente inedita per quanto riguarda le finali mondiali, trasforma l'erba del campo in un oggetto da collezione; una mossa che, nelle intenzioni della federazione internazionale, mira a soddisfare la domanda di cimeli storici da parte dei sostenitori più accaniti.
Si tratta di un'operazione che amplifica ulteriormente il raggio d'azione commerciale dell'ente, il quale, sotto la presidenza di Gianni Infantino, ha già annunciato la propria ricandidatura per le elezioni del prossimo anno mentre lavora parallelamente all'organizzazione del Mondiale per club del 2029, ancora una volta negli Stati Uniti.
La vendita del prato, per quanto possa apparire singolare, si inserisce perfettamente in quella strategia di massimizzazione dei ricavi che la Fifa persegue ormai da anni, con l'obiettivo dichiarato di reinvestire gli utili nello sviluppo del calcio mondiale, sebbene tale approccio attiri regolarmente le critiche di chi vi legge una deriva prettamente mercantilistica dello sport.
Prezzi e modalità di acquisto delle zolle
La forbice di prezzo, che parte da alcune centinaia di euro per raggiungere picchi di circa 2.600 euro, è giustificata dalla Fifa con la qualità del prodotto e con il valore simbolico che il taglio d'erba possiede; ogni zolla, infatti, verrà confezionata in un contenitore che ne garantisca la conservazione, quasi come si trattasse di un trofeo. Le modalità di vendita, interamente digitali, sono state pensate per raggiungere un pubblico globale, facilitando l'acquisto anche da parte di chi non potrà assistere di persona alla finale del 19 luglio.
La scelta di affidarsi esclusivamente al canale online, bypassando i tradizionali punti vendita fisici, rappresenta un ulteriore tentativo della federazione di intercettare le nuove abitudini di consumo dei tifosi, sempre più orientate verso l'e-commerce e l'acquisto di esperienze e ricordi legati ai grandi eventi sportivi.
Il contesto della finale di New York e le polemiche
Il match che assegnerà il titolo mondiale si disputerà al MetLife Stadium, un impianto situato a East Rutherford che ospiterà l'atto conclusivo del torneo, e intorno a questo evento la Fifa ha già attivato un giro d'affiari enorme che comprende la vendita dei biglietti, gli accordi con gli sponsor e la commercializzazione di una vasta gamma di prodotti ufficiali.
L'idea di vendere il manto erboso, però, ha suscitato reazioni contrastanti: c'è chi la giudica una trovata geniale dal punto di vista marketing, capace di generare un ricavo aggiuntivo con uno sforzo produttivo minimo, mentre altri la considerano l'ennesimo sintomo della spettacolarizzazione e della mercificazione del calcio moderno, dove persino il terreno di gioco diventa un bene da comprare e vendere.
La Fifa, dal canto suo, sembra non curarsi particolarmente delle critiche, proseguendo sulla strada tracciata che vede nello slogan dell'incremento degli investimenti per il calcio la giustificazione principale per operazioni commerciali di questo tipo.




