Scandalo a Venezia: il sindaco Brugnaro anticipa la riunione del Consiglio
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Redazione Interno
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Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha deciso di anticipare di un mese la riunione del Consiglio comunale. Questa decisione è stata presa in seguito allo scandalo giudiziario che ha scosso la città e la sua amministrazione. La riunione si terrà venerdì 2 agosto, non nella sede storica di Ca’ Farsetti nel centro storico, ma a Ca’ Collalto, il municipio di Mestre in terraferma.
Le richieste delle opposizioni
Brugnaro e il suo governo hanno risposto alle pressanti richieste delle opposizioni di centrosinistra, anticipando la convocazione del consiglio straordinario. All'ordine del giorno ci sarà la relazione del primo cittadino sull'inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato a 22 avvisi di garanzia ai vertici dell'Amministrazione cittadina, compreso Brugnaro stesso.
Le accuse a carico dell'ex assessore alla Mobilità
L'ex assessore alla Mobilità, Renato Boraso, è finito in carcere a Padova, accusato di corruzione e autoriciclaggio. Alessandra Bolognin, la direttrice di Insula, braccio operativo del Comune per la manutenzione urbana, le infrastrutture e l'edilizia, è agli arresti domiciliari. Due anni di indagini hanno portato alla luce un sistema clientelare avente come centro di interesse l'assessore Boraso, associato a diffusi episodi corruttivi.
Le conseguenze per le aziende e i dipendenti
Quattordici aziende sono sotto inchiesta e sono stati sequestrati beni per oltre un milione e mezzo di euro. Decine di dipendenti temono di non ricevere lo stipendio in questi giorni di fine mese, dato che i conti correnti di alcune di queste aziende sono "congelati". Vari difensori hanno già presentato delle istanze ai pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini perché sia specificato alle banche che a essere sotto sequestro sono solo le cifre fino all'ammontare di quanto contestato, di modo che le imprese siano in grado di operare e soprattutto di pagare gli stipendi.
La posizione della procura di Venezia
La procura di Venezia ritiene che gli interessi privati e personali dei vertici dell'amministrazione comunale di Venezia abbiano condizionato e orientato l'attività di dirigenti e funzionari di Ca’ Farsetti. Questi ultimi erano perfettamente consapevoli di questi interessi e hanno assorbito e assimilato tranquillamente la commistione con il "bene pubblico" degli interessi privati perseguiti dai suoi più alti amministratori. Questo ha portato talora la struttura amministrativa comunale a conformare la sua attività proprio al rispetto o alla non lesione di questi ultimi sfociando poi nell'aperto favoritismo in taluni casi.




