Prezzi dei carburanti, la Guardia di finanza stringe le maglie dei controlli: multe e irregolarità nel mirino tra Pavia e Benevento
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Redazione Economia
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Non c’è tregua per i gestori dei distributori di carburante che pensano di eludere le regole sulla trasparenza, specialmente in un momento in cui il prezzo alla pompa torna a essere una variabile delicata per le tasche degli automobilisti. La Guardia di finanza, muovendosi su due direttrici geografiche distanti come la Lombardia e la Campania, ha recentemente chiuso due operazioni mirate che restituiscono l’immagine di un settore ancora troppo incline a “dimenticare” gli obblighi di legge. Da un lato, nel Pavese, le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio la rete stradale e autostradale; dall’altro, nel Sannio, i controlli si sono concentrati sulla corretta comunicazione dei listini al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Pavia, 17 impianti sotto la lente: 14 le irregolarità scovate
Nel dettaglio delle operazioni condotte dal Comando provinciale di Pavia, seguendo le direttive del Comando generale, il risultato dei controlli effettuati su 17 impianti di rifornimento parla chiaro: sono state accertate 14 violazioni. Un dato che, se incrociato con i numeri delle ispezioni, evidenzia come la maggior parte dei punti vendita visitati presenti almeno una crepa nel rispetto delle normative. In particolare, gli accertamenti hanno riguardato la corretta esposizione delle tariffe al pubblico e l’aggiornamento dei dati sul portale “Osservaprezzi”. Tra le irregolarità riscontrate, spiccano 8 casi di mancata comunicazione dei prezzi al Ministero (un obbligo che i gestori devono effettuare con cadenza settimanale, anche in assenza di variazioni) e 6 episodi di esposizione errata o omessa dei cartelli alla pompa, un comportamento che limita di fatto la libertà di scelta del consumatore. Le sanzioni previste per queste infrazioni, come da prassi, possono arrivare fino a 2mila euro, con la contestuale segnalazione alla Prefettura per gli eventuali provvedimenti consequenziali.
Lomellina e Oltrepò nel mirino, la geografia delle multe
Se si analizza la distribuzione geografica delle multe nella provincia di Pavia, emerge un dato interessante: la maggior parte delle criticità si concentra in due aree specifiche. Ben 5 distributori irregolari su 7 si trovano infatti in Lomellina, mentre i restanti 2 sono localizzati nell’Oltrepò pavese. Un dettaglio, questo, che suggerisce come le maglie dei controlli si stiano stringendo non solo sui grandi flussi autostradali ma anche – e forse soprattutto – sulla viabilità ordinaria, dove storicamente la vigilanza potrebbe essere meno assidua. L’attività ispettiva, che stando alle indicazioni operative sembra destinata a proseguire senza sosta nei prossimi giorni, mira a garantire la trasparenza dell’intera filiera distributiva dei prodotti energetici, un settore ritenuto strategico per la salvaguardia dell’economia legale.
Benevento, gestore “fantasma” e le sanzioni per le omissioni
Scendendo verso il Sud, il quadro che emerge dai controlli dei finanzieri del gruppo di Benevento e delle Tenenze di Montesarchio e Solopaca non è meno grave, sebbene numericamente inferiore. Qui l’attenzione si è concentrata su un aspetto specifico della trasparenza: l’iscrizione al portale telematico del Ministero. In un caso clamoroso, verificatosi presso un impianto di distribuzione stradale, i militari hanno scoperto che l’esercente non risultava essersi mai iscritto al sistema centralizzato per la comunicazione dei prezzi. Una lacuna grave, che di fatto lo rendeva invisibile al sistema di controllo dei listini nazionali. Per queste omissioni la legge prevede una sanzione amministrativa di 400 euro per ogni violazione, ma non è tutto: in un’altra circostanza, sempre nel Beneventano, sono state riscontrate ben dieci omissioni comunicative in un singolo impianto, portando a una multa complessiva di 4mila euro e, cosa ben più pesante, alla proposta di sospensione dell’attività commerciale inoltrata alla Prefettura.
Prezzo esposto diverso da quello reale, scatta la multa
A completare il quadro delle irregolarità campane, c’è una fattispecie particolarmente odiosa per chi fa rifornimento: la pubblicità ingannevole. In un altro impianto della zona, i finanzieri hanno contestato al gestore la duplice violazione di aver comunicato al Ministero un prezzo diverso da quello effettivamente applicato alla pompa, oltre all’irregolare pubblicizzazione dei cartelloni stradali. Un comportamento che, nella sostanza, altera la concorrenza leale e induce in errore l’automobilista, il quale si ferma fidandosi di un prezzo che poi, al momento del rifornimento, non trova. In questo specifico caso, la sanzione amministrativa irrogata è stata di 800 euro. L’intensificazione di questi controlli, come dimostrato anche dalle recenti operazioni su scala nazionale (basti pensare alle direttive partite da Roma per monitorare l’adeguamento dei prezzi al taglio delle accise), rappresenta una linea dura che difficilmente arretrerà nei prossimi mesi.




