Chiara Ferragni tra crisi finanziaria e abbandono del team di comunicazione
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Redazione Economia
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Non è solo la sfera sentimentale a riservare brutte sorprese a Chiara Ferragni. Dopo la rottura con Giovanni Tronchetti Provera, l’imprenditrice si è tuffata a capofitto nel lavoro, ma i conti delle sue società raccontano una storia diversa da quella del successo senza intoppi a cui aveva abituato i follower. Tbs Crew e Fenice, due pilastri del suo impero, hanno chiuso il 2024 con perdite per 5,7 milioni di euro: 2,3 milioni la prima, 3,4 la seconda. Una batosta che Ferragni ha cercato di arginare con un’iniezione di capitale da 6,4 milioni, diventando azionista di maggioranza assoluta di Fenice – oltre il 99% – ma senza riuscire a evitare il rosso nei bilanci.
A peggiorare il quadro, anche Lighthouse Communication, l’agenzia scelta per ridare slancio alla sua immagine dopo lo scandalo del pandoro Balocco, ha deciso di sospendere la collaborazione in vista di un rebranding previsto per il secondo semestre del 2025. Un altro tassello di quello che si configura come un annus horribilis: dai guai legali alla separazione da Fedez, fino alla recente fine della relazione con Tronchetti Provera, la regina degli influencer sembra incapace di trovare una tregua.
La situazione più critica riguarda Fenice Srl, società che gestisce il suo brand e che, nonostante il salvataggio, resta in bilico. L’aria pesante che circonda Ferragni è quella di un impero costruito sull’immagine e ora minacciato da una tempesta finanziaria. Se in passato tutto ciò che toccava sembrava trasformarsi in oro, oggi i numeri raccontano una realtà diversa, fatta di conti in rosso e partnership interrotte. Senza dimenticare il peso dello scandalo Balocco, che ha segnato un punto di non ritorno nella percezione pubblica della sua figura.




