Genoa-Verona, il coraggio di De Rossi: rimonta e primo successo a Marassi
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Redazione Sport
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In un pomeriggio dove il sole di novembre riscaldava un Marassi in fibrillazione, il Genoa ha saputo soffrire e reagire, scrivendo una pagina fondamentale per la sua stagione e per l’esordiente ciclo di Daniele De Rossi. Contro un Verona che, pur partendo all’attacco con decisione, ha mostrato i segni di una crisi profonda, i rossoblù hanno ribaltato l’iniziale svantaggio, imponendosi per 2-1 e agguantando un bottino prezioso: otto punti in quattro gare, un’imbattibilità che proietta la squadra lontano dai bassifondi della classifica. L’azione che ha portato il momentaneo vantaggio gialloblù, al 21', è stata il frutto di un’intuizione di Mosquera, il quale ha servito un perfetto assist per Belghali, autore di un tap-in risolutivo che ha temporaneamente silenziato la tifoseria di casa.
La reazione del Grifone e l'impronta di De Rossi
La squadra di De Rossi, che schierava dall’inizio l’attacco costituito da Vitinha e Colombo, non si è persa d’animo nonostante la situazione complicata, dimostrando un carattere che nelle uscite precedenti era parso a tratti evanescente. I giocatori, alcuni dei quali – è bene sottolinearlo – sono costretti a un impiego massiccio per la carenza di alternative in ruoli chiave, hanno mantenuto la concentrazione, lavorando collettivamente per ricucire lo strappo. Complice una certa abbondanza di calciatori adatti a un modulo differente, come il 4-2-3-1, la regia di Malinovskyi e la dinamicità di Frendrup hanno progressivamente preso in mano le redini del gioco, costruendo il pareggio prima e la vittoria poi, in un crescendo di azioni pericolose che hanno logorato la difesa veronese.
Le dinamiche della partita e il logoramento veronese
Il Verona, guidato da Zanetti il quale ha puntato con decisione sulla coppia offensiva formata da Giovane e Mosquera, ha inizialmente retto l’urto, sfruttando la velocità delle proprie fasce. Tuttavia, con il procedere dei minuti, l’eccessiva stanchezza accumulata dal Genoa – che, è innegabile, negli ultimi venti minuti ha mostrato un calo fisiologico concedendo spazi considerevoli – non è stata sufficientemente punita dagli ospiti, i quali hanno progressivamente perso incisività. L’arbitro Michael Fabbri, assistito da Lo Cicero e Politi, con Mazzoleni in cabina di regia per il Var, ha diretto l’incontro senza particolari contestazioni, gestendo con equilibrio le fasi più concitate di un match vivace e fisicamente intenso.
Il significato di una vittoria che va oltre i tre punti
Questa vittoria, la prima in casa dopo 239 giorni, segna una discontinuità netta con il recente passato e chiude simbolicamente la parentesi precedente. Il peso del successo, ottenuto in rimonta contro una diretta concorrente, non si misura soltanto con i tre punti che consentono di salutare, in attesa delle altre partite, la zona retrocessione, ma soprattutto con l’entusiasmo ritrovato e la fiducia che un simile risultato riesce a infondere in un gruppo che aveva faticato a trovare una propria identità. Condannando il Verona a un isolamento sempre più pericoloso in fondo alla classifica, il Genoa può ora guardare con rinnovato ottimismo al prosieguo del torneo, a partire dal prossimo impegno contro l’Udinese, forse per la prima volta con la reale convinzione di poter costruire la salvezza su basi solide.
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