De Rossi: "A Genoa per lasciare il segno, il Marassi sarà di nuovo un inferno"
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Redazione Sport
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«È il destino che mi ha portato qui», ha esordito Daniele De Rossi durante la sua presentazione ufficiale, tenutasi a Villa Rostan, definendo l'approdo sulla panchina del Genoa non come una semplice tappa professionale ma come l'approdo a un incrocio predestinato. Il neo allenatore, che nelle scorse settimane aveva valutato altre opzioni, ha sottolineato con convinzione come alcune occasioni, come questa, siano assolutamente da non perdere, descrivendo il club rossoblù come una grande squadra e il legame con essa come un amore a prima vista. Un sentimento che, ha ammesso senza mezzi termini, si nutre di passione e di calore umano, lontano dall'essere una questione di mero calcolo.
Un amore da costruire giorno per giorno
L'amore per la Roma, come ha lui stesso precisato, rimane un capitolo immutabile della sua vita, ma quello con i colori del Genoa sta vivendo la sua fase di sbocciatura, un percorso che potrebbe condurre a un legame altrettanto profondo se sostenuto da risultati concreti. De Rossi, che non ha mai fatto mistero della sua natura appassionata, sembra riconoscere nella piazza ligure una speculare intensità, un tifo che definisce "da inferno" e che, proprio per questo, rappresenta una leva potente su cui fare affidamento. La sua esperienza al Boca Juniors, vissuta proprio per assaporare fino in fondo il calore di un popolo sportivo tra i più ferventi al mondo, lo ha preparato a cercare e a valorizzare proprio questo tipo di simbiosi.
Il via libera di Bruno Conti e il battesimo medico
Tra i molti messaggi di auguri giuntigli, spicca per il suo significato simbolico quello di Bruno Conti, un uomo che quella maglia l'ha indossata in un lontano passato. Conti, intervistato, ha definito De Rossi «già un allenatore importante e un leader carismatico», esprimendo la propria certezza che saprà fare benissimo in «una piazza che sembra cucita su misura per lui». Sulle ipotesi di un suo futuro ritorno nella capitale, ha preferito non dilungarsi, osservando come per ora l'importante sia che compia il suo percorso, che verrà seguito con affetto. Intanto, l'iter burocratico e fisico per l'inizio di questa nuova avventura si è completato con le visite mediche di rito, sostenute presso la Casa della Salute di Multedo, durante le quali il tecnico, in tuta e scarpe da ginnastica, ha affrontato le prove sotto sforzo e il momento della cyclette.
L'obiettivo di riaccendere la fiamma di Marassi
Il fulcro del suo progetto, come ha più volte ribadito, risiede nel desiderio di «lasciare il segno in questa tifoseria» e di contribuire a far tornare lo stadio Luigi Ferraris, che per tutti i grifoni è semplicemente "il Marassi", quel "inferno" per le squadre avversarie che è stato in epoche glorioriose. Un obiettivo ambizioso che passa necessariamente attraverso il campo, attraverso un calcio convincente e dei risultati in grado di alimentare giorno dopo giorno quel circolo virtuoso di entusiasmo tra la squadra e le tribune, un elemento che De Rossi considera non accessorio, ma fondamentale per il successo.
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