OpenAI lancia o3 e o4-mini: i nuovi modelli che "pensano" con immagini e testo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   OpenAI ha compiuto un salto tecnologico presentando due nuovi modelli di intelligenza artificiale, o3 e o4-mini, capaci di elaborare informazioni non solo attraverso il linguaggio, ma anche interpretando immagini in modo integrato. Un’evoluzione che va oltre il semplice aggiornamento, segnando un cambio di paradigma nel modo in cui l’IA affronta problemi complessi. La scelta di saltare dalla versione o1 direttamente a o3 – ignorando la numerazione intermedia – sottolinea la discontinuità con il passato.

Parallelamente, GPT-4.1 fa il suo ingresso su ChatGPT, distinguendosi per un contesto esteso fino a un milione di token e una maggiore affidabilità nelle risposte. La famiglia, che include anche GPT-4.1 mini e GPT-4.1 nano, promette un rapporto costo-prestazioni superiore rispetto alle generazioni precedenti. Ma è proprio l’integrazione tra testo e immagini a sollevare interrogativi, soprattutto in tema di privacy.

La capacità dei nuovi modelli di analizzare foto per risalire all’esatta ubicazione in cui sono state scattate rappresenta una potenziale minaccia. Se finora il rischio era legato alla condivisione in tempo reale sui social – con casi di malviventi che sfruttavano tali informazioni per compiere furti – ora l’IA potrebbe automatizzare il processo, rendendo ancora più critica la gestione dei dati personali.

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