Pop Mart lancia i mini Labubu, tra collezionismo e critiche sul "bambinismo" globale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Pop Mart, azienda leader nel mercato dei giocattoli da collezione, ha annunciato il lancio, previsto per il 29 agosto prossimo, di una nuova linea di prodotti dedicata ai suoi personaggi di maggior successo. Si tratta dei mini Labubu, una versione ridotta – alta appena dieci centimetri – dei mostriciattoli peluche che hanno conquistato il mercato globale. La nuova serie, battezzata «The Monsters Pin For Love», sarà commercializzata, com’è consuetudine per il brand, attraverso i blind box: confezioni "a sorpresa" che celano – alimentando l’aspettativa dei collezionisti – uno dei trenta modelli diversi disponibili, ciascuno caratterizzato da colori e accessori unici. La particolarità di questi esemplari "mini", i quali possono essere agganciati con facilità a telefoni cellulari, borse o zaini, ne fa degli oggetti dal carattere spiccatamente portabile e personale.

L’ascesa planetaria dei Labubu, nati dalla matita dell’illustratore Kasing Lung per una serie di libri nel 2015 e divenuti in pochi mesi un fenomeno virale, solleva interrogativi che travalicano la sfera del puro collezionismo. La passione smisurata che questi pupazzetti generano – unendo, senza distinzione, adulti e bambini – appare a molti osservatori come il sintomo di una tendenza sociale più ampia e, per certi versi, preoccupante. C’è chi vi scorge, riflettendo sulle cosiddette "ondate di stronzate" che periodicamente investono le società tecnologicamente avanzate, un segnale di un progressivo infantilismo di massa; una "comfort zone" collettiva in cui l’imitazione e il desiderio di possesso di un feticcio sembrano soppiantare altre forme di consumo culturale.

Accanto al business miliardario della Pop Mart, fiorisce spontaneamente un indotto artigianale e creativo che testimonia la profondità del fenomeno. Ne è esempio la storia di Li Hong, una ex geologa cinese di 51 anni, trasferitasi a Bologna, che ha convertito la sua passione per il ricamo in un’attività su misura per questi mostriciattoli. Dopo aver osservato l’entusiasmo di sua figlia per i Labubu, ha cominciato a creare per loro piccoli abiti artigianali, utilizzando materiali come lana, rafia e nastri. I suoi vestitini, che spaziano dalla riproduzione di un chicco di mais a creazioni fantastiche, sono pezzi unici realizzati interamente a mano e richiesti da appassionati di ogni dove.

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