Hulk Hogan, il medico legale conferma: infarto la causa della morte. La figlia Brooke esclusa dal testamento
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Hulk Hogan, al secolo Terry Bollea, ha lasciato un vuoto nel mondo del wrestling e dello spettacolo. Il leggendario lottatore, morto il 24 luglio nella sua abitazione di Clearwater, in Florida, all’età di 71 anni, è stato stroncato da un infarto miocardico acuto, come attestato dal rapporto ufficiale del medico legale della contea di Pinellas. Il documento, ottenuto da Page Six, ha rivelato ulteriori dettagli sulle condizioni di salute dell’icona della WWE, già affetta da fibrillazione atriale, la più comune forma di aritmia cardiaca, e da un tumore del sangue, circostanza fino a oggi sconosciuta al pubblico.
Nonostante la carriera trascorsa a combattere sul ring, Hogan ha perso la sua ultima battaglia contro il tempo e la malattia. La fibrillazione atriale, condizione che aumenta il rischio di ictus e insufficienza cardiaca, potrebbe aver contribuito all’esito fatale, anche se il referto ha classificato il decesso come "naturale". Intanto, la Florida si prepara a rendergli omaggio: il governatore Ron DeSantis ha proclamato l’"Hulk Hogan Day", ordinando che le bandiere degli edifici pubblici vengano esposte a mezz’asta venerdì.
Parallelamente alla vicenda medica, emerge un’altra questione legata all’eredità del wrestler. Brooke Hogan, la figlia trentasettenne, ha scelto volontariamente di essere esclusa dal testamento paterno. Fonti vicine alla donna hanno riferito a TMZ che già nel 2023 aveva chiesto di essere rimossa dalle disposizioni testamentarie, temendo di essere coinvolta in dispute finanziarie dopo la morte del padre. «Volevo proteggerlo», avrebbe dichiarato, alludendo a possibili tensioni con l’entourage che circondava Hogan.




