Terremoto in Messico, scossa di magnitudo 6.5 in Guerrero: due vittime a Città del Messico
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Redazione Esteri
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Un violento sisma, la cui magnitudo è stata calcolata a 6.5, ha scosso nella notte lo stato di Guerrero, propagandosi con forza lungo la costa pacifica messicana e raggiungendo, con un boato profondo originatosi a 35 chilometri sotto il livello del mare, la capitale. La terra ha tremato, secondo i rilevamenti, al largo di Acapulco, una delle principali destinazioni turistiche nazionali, generando un'immediata onda di panico che si è estesa per centinaia di chilometri. Le prime, drammatiche, conseguenze si sono registrate a Città del Messico, dove il sistema di allarme sismico ha suonato pochi istanti prima dell'arrivo delle onde, spingendo migliaia di persone a riversarsi nelle strade ancora buie.
Il bilancio, ancora provvisorio, e i danni materiali
Le autorità locali, coordinate dalla sindaca Clara Brugada, hanno confermato il decesso di un uomo di sessant'anni, vittima di una caduta mortale mentre tentava di evacuare in fretta il proprio appartamento al secondo piano. A questo primo tragico episodio, se ne è aggiunto un altro, portando il conteggio delle vite spezzate a due, mentre una dozzina di persone hanno riportato ferite di varia entità. Nella capitale, nonostante il terrore diffuso e le immagini che mostrano edifici oscillare pericolosamente, non si segnalano crolli di strutture, a testimonianza dell'efficacia delle norme antisismiche implementate dopo i disastri del passato. La situazione appare però differente più vicino all'epicentro, dove si registrano danni moderati ma significativi ad alcune abitazioni e infrastrutture.
Le criticità immediate e l'azione dei soccorritori
Oltre ai danni diretti causati alle costruzioni, la scossa ha innescato una serie di eventi collaterali che hanno complicato la gestione dell'emergenza. Diverse frane, infatti, hanno ostruito tratti di autostrada nella regione di Guerrero, isolando temporaneamente alcune comunità e rendendo più lento l'arrivo delle squadre di pronto intervento. Allo stesso tempo, sono state segnalate numerose fughe di gas, fenomeno tra i più pericolosi in seguito a un terremoto, che hanno obbligato i vigili del fuoco a lavorare senza sosta per mettere in sicurezza le zone colpite e prevenire incendi. L'attenzione delle autorità, in questa fase, è tutta concentrata sul verificare lo stato della rete idrica e elettrica, spesso fortemente compromessa da eventi di questa portata.
Il contesto sismico e l'attività secondaria
Il Messico, situato in una delle aree tettonicamente più attive del pianeta, è purtroppo abituato a simili manifestazioni della forza della natura. Poche ore prima del principale evento di magnitudo 6.5, una scossa preliminare di intensità minore, stimata attorno a 5.6, aveva già fatto tremare la zona di Tecoanapa, a una profondità molto più superficiale. Questa sequenza, che rientra nella normale dinamica delle placche, non ha fatto che aumentare la tensione tra la popolazione, già allertata dal primo risveglio della terra. Gli esperti, del resto, sottolineano come l'intera costa del Pacifico sia costantemente monitorata, data la sua storica propensione a generare terremoti di forte intensità, alcuni dei quali hanno segnato indelebilmente la storia del Paese.




