Zverev dopo la sconfitta con Darderi: “Il peggior campo da tennis su cui abbia mai giocato”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La sconfitta subita da Luciano Darderi – che ha ribaltato un pronostico apparentemente scritto annullando quattro match-point al numero 3 del mondo – ha lasciato strascichi pesanti nel dopo partita degli ottavi degli Internazionali d’Italia, alimentando una polemica destinata a segnare questa edizione del torneo. Alexander Zverev, uscito dal campo della BNP Paribas Arena dopo il 1-6, 7-6, 6-0 che ne ha sancito l’ennesima eliminazione precoce sul suolo italiano, ha puntato il dito contro le condizioni del terreno di gioco, rilasciando dichiarazioni destinato a far discutere a lungo negli ambienti del circuito. “Ad essere onesti, credo che questo sia il peggior campo da tennis su cui abbia mai giocato in vita mia”, ha tuonato il tennista tedesco in zona mista, aggiungendo che nemmeno nelle categorie giovanili, nei tornei Futures o nelle sessioni di allenamento aveva mai riscontrato una qualità così scadente della superficie. Secondo la sua ricostruzione, l’esito dell’incontro è stato profondamente condizionato da rimbalzi anomali e imprevedibili: il tedesco ha dichiarato di aver visto la palla passargli sopra la testa durante un match-point decisivo e di aver assistito a traiettorie irregolari anche in occasione di una palla break cruciale, scatenando la sua frustrazione per un ko che definisce immeritato sul piano del gioco espresso.
La “maledizione” azzurra e il crollo nel terzo set
A rendere ancora più amaro il ko per Zverev è il contesto statistico in cui si inserisce questa disfatta, che ne evidenzia un dato ormai difficilmente ignorabile: il tedesco, dopo aver dominato il primo parziale e aver sprecato quattro match-point nel tie-break del secondo set – chiuso 13-11 per l’italiano – ha letteralmente crollato nel terzo set incassando un pesante 6-0. Questa sconfitta rappresenta la sesta consecutiva subita dal numero 3 del mondo contro tennisti italiani, una sequenza impressionante che include i successi di Jannik Sinner a Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid, l’eliminazione per mano di Flavio Cobolli a Monaco di Baviera e, appunto, l’impresa di Darderi a Roma. Una statistica che, al di là delle polemiche sul campo, racconta la capacità del movimento azzurro di incidere stabilmente ai massimi livelli del circuito, trovando protagonisti diversi nei momenti cruciali della stagione. Zverev, che pur ha riconosciuto il merito dell’avversario (“nel terzo set ha giocato un tennis incredibile” ), non ha però resistito alla tentazione di giustificare l’epilogo con fattori esterni: dal vento forte alla stanchezza fisica, forse dovuta a un malessere o a un carico di partite eccessivo secondo le sue stesse parole.
La replica di Darderi e la questione del campo rinnovato
All’altro capo della polemica, Luciano Darderi – scoppiato in lacrime al momento dell’impresa – ha risposto con la tipica freddezza del veterano a quelle che molti addetti ai lavori hanno definito come la ricerca di un alibi. Interpellato sulle dichiarazioni del tedesco, l’azzurro non ha nascosto le difficoltà oggettive legate al rimbalzo e al meteo, ma ha offerto una lettura diametralmente opposta della situazione: “Sì, non era facile, c’era vento, ma il vento non lo possiamo controllare, no? Il vento c’era per tutti e due […] Il campo a momenti non era al 100%, ma è una cosa a cui uno si deve abituare”. Darderi ha così ribaltato la prospettiva, sottolineando che la chiave del successo è stata proprio la sua superiore capacità di adattamento a condizioni ritenute proibitive dal rivale, chiarendo che in ogni caso “non la vedo come una cosa così grave”. Le lamentele di Zverev risultano a questo punto paradossali se si considera che gli organizzatori del torneo hanno investito ingenti risorse per il rinnovamento delle strutture: la BNP Paribas Arena, ex Grand Stand Arena, è stata completamente ridisegnata all’interno dello Stadio dei Marmi, con una capienza aumentata a oltre 7.000 spettatori e interventi di restauro delle superfici storiche del Foro Italico.
Quarti di finale e prospettive di ranking per Darderi
Mentre Zverev abbandona Roma tra le polemiche, Luciano Darderi si prepara ad affrontare il quarto di finale contro il giovane spagnolo Rafael Jodar (numero 34 del mondo a soli 19 anni, già capace di impensierire Jannik Sinner a Madrid) con la consapevolezza di aver compiuto il capolavoro della carriera. La vittoria contro il numero 3 del seeding proietta l’italo-argentino verso quota 17 della classifica mondiale, consolidando un best ranking che gli permette di sognare in grande davanti al pubblico del Foro Italico. Darderi, che nei primi game aveva sofferto il caldo e il gioco potente di Zverev (“mi girava la testa, ho preso lo zucchero” ), ha dimostrato una maturità mentale straordinaria nel ribaltare l’inerzia dell’incontro, approfittando dei due doppi falli concessi dal tedesco nel momento cruciale del tie-break. Un filo tricolore attraversa dunque il tabellone romano, con l’azzurro che spera ora di continuare a stupire in quello che considera il torneo dei sogni, sulla terra rossa che preferisce e davanti a un pubblico che gli ha dato la forza di non arrendersi mai.




