giornata della memoria e dell’impegno, trapani ricorda le vittime delle mafie
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Redazione Interno
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Il 21 marzo, come ogni anno, si celebra la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, un appuntamento che, organizzato da Libera e Avviso Pubblico, unisce istituzioni, cittadini e associazioni in un momento di riflessione e di lotta contro la criminalità organizzata. Quest’anno, la città scelta per ospitare le principali manifestazioni è Trapani, dove il corteo ha attraversato le strade portando con sé i nomi e le storie di chi ha pagato con la vita il proprio impegno per la legalità.
Tra le voci più significative della giornata, quella di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha sottolineato come la memoria non debba ridursi a un semplice rituale annuale, ma trasformarsi in un impegno concreto e quotidiano. “L’omertà uccide la verità”, ha ricordato, evidenziando come il silenzio sia complice della violenza mafiosa. Un messaggio che risuona con particolare forza in una terra, la Sicilia, dove la criminalità organizzata ha lasciato ferite profonde e dove, ancora oggi, l’80% dei familiari delle vittime attende giustizia.
A Trapani, il corteo ha visto la partecipazione di oltre 500 persone, tra cui parenti delle vittime giunti non solo da diverse regioni d’Italia, ma anche da paesi come il Messico, la Colombia, l’Argentina e diversi stati europei. Un mosaico di volti e storie che testimoniano come il fenomeno mafioso non conosca confini geografici. Tra le bandiere colorate di Libera, i nomi delle vittime innocenti sono stati letti uno a uno, in un momento di commozione e di forte simbolismo.
Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto per ribadire l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria. “Ricordiamo quanti hanno perso la vita per mano della criminalità organizzata”, ha dichiarato, sottolineando come l’educazione civica e la formazione siano strumenti fondamentali per contrastare la cultura dell’illegalità. Le linee guida del ministero, in questo senso, mirano a far sì che la memoria non sia solo un ricordo, ma una leva per costruire un futuro diverso.
A Pordenone, intanto, la giornata è stata l’occasione per ricordare non solo le vittime più note, ma anche quelle meno conosciute: uomini e donne, servitori dello Stato, giornalisti, imprenditori e cittadini comuni che hanno resistito al ricatto e alla violenza mafiosa. Un tributo che va oltre il semplice ricordo, trasformandosi in un impegno collettivo per affermare i valori di giustizia e libertà.




