La giornata contrastata di Piazza Affari tra il ritorno dell’incertezza commerciale e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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C’è un’aria di prudenza, questa mattina, sui mercati azionari del Vecchio continente, e Piazza Affari non fa eccezione, anzi, vive una seduta all’insegna della debolezza che la vede viaggiare in controtendenza rispetto a molte delle principali consorelle europee. L’indice FTSEMib, poco dopo le dieci e mezza, segnava una flessione dello 0,29% attestandosi a 46.563 punti, un valore emerso dopo aver oscillato nel corso delle prime contrattazioni tra un minimo di 46.383 e un massimo di 46.673 punti -2. Se il FTSE Italia All Share arretrava dello 0,27%, mostravano il segno più, seppur con rialzi frazionali, il FTSE Italia Mid Cap e lo Star, a testimonianza di una rotazione settoriale che pare farsi sempre più evidente -2.
Il listino milanese sconta, da un lato, il peso specifico di un comparto, quello bancario, messo a dura prova dalle vendite: Bper Banca e la Popolare di Sondrio registravano flessioni superiori al 2,5%, seguite a ruota da Banco Bpm e Monte dei Paschi con cali di circa due punti percentuali, un movimento che da solo ha contribuito a tenere il principale indice in territorio negativo -2. Dall’altro lato, l’attenzione degli operatori, e non potrebbe essere altrimenti, è catalizzata dagli sviluppi nel settore tecnologico e, in particolare, da quanto sta accadendo intorno a StMicroelectronics. Il Titolo del gruppo italo-francese, specializzato nella produzione di semiconduttori, si muove infatti sotto i riflettori per una vicenda che intreccia l’innovazione tecnologica con le complesse dinamiche geopolitiche e le restrizioni al commercio imposte dall’amministrazione del presidente Donald Trump -4.
A innescare l’interesse è la notizia, rilanciata dagli analisti, che la startup cinese DeepSeek si appresti a lanciare, già nel corso della prossima settimana, un nuovo modello di intelligenza artificiale. La peculiarità di questo sviluppo, e ciò che lo rende potenzialmente esplosivo agli occhi degli investitori, risiede nel fatto che l’addestramento del nuovo sistema sarebbe stato effettuato utilizzando il chip di ultima generazione Blackwell, prodotto da Nvidia -2. Un utilizzo, questo, che potrebbe configurare una palese violazione delle stringenti normative statunitensi in materia di esportazione di tecnologia avanzata verso la Cina; secondo le prime ricostruzioni, l’azienda cinese avrebbe rimosso gli indicatori tecnici in grado di rivelare l’impiego di hardware AI Made in USA, un dettaglio che, se confermato, aprirebbe scenari complessi sul fronte dei controlli -2.
Il peso dell’incognita dazi e l’attesa per i conti Nvidia
Lo scenario macroeconomico e politico, del resto, non offre molti elementi per allentare la presa. Le incertezze legate alla politica commerciale della Casa Bianca continuano a pesare sull’umore dei mercati: dopo la bocciatura da parte della Corte Suprema di alcune delle precedenti misure, Trump ha annunciato l’introduzione di nuove tariffe globali, entrate in vigore nella giornata odierna con un’aliquota del 10%, alimentando timori di un ritorno di fiamma delle tensioni commerciali -4. Gli investitori, in questo clima di evidente incertezza, preferiscono tenere una condotta attendista, mantenendosi alla finestra in attesa di comprendere l’impatto concreto di queste decisioni sugli accordi bilaterali in essere -3.
A complicare il quadro, e a tenere banco nelle sale operative, è anche l’approssimarsi di un appuntamento chiave: la pubblicazione dei risultati trimestrali di Nvidia. I numeri del colosso dei chip, attesi per domani, sono visti come il vero e proprio market mover della settimana, capace di dare indicazioni precise sullo stato della domanda nel settore dell’intelligenza artificiale -6. Una trimestrale deludente o guidance poco brillanti potrebbero innescare un’ulteriore ondata di vendite su un comparto, quello tecnologico, già messo alla prova dalla rapida evoluzione del settore e dalle preoccupazioni legate alla sostenibilità delle valutazioni attuali.
Le blue chip in controtendenza e l’andamento degli altri mercati
Non tutto il listino, comunque, arretra. In questo contesto di generale debolezza, spiccano alcune performance positive tra le grandi capitalizzazioni. Stellantis, forte di una crescita registrata nelle immatricolazioni di auto in Europa nonostante un mercato in retromarcia, mostra un deciso rialzo, così come Telecom Italia si muove in territorio positivo -3. Proprio StMicroelectronics, nonostante le complesse implicazioni legate alla vicenda DeepSeek, beneficia di acquisti e segna un progresso superiore al 2%, a testimoniare come il mercato veda nel titolo un asset strategico in un settore, quello dei semiconduttori, destinato a giocare un ruolo cruciale nello sviluppo futuro dell’AI -3.
Fuori da Piazza Affari, il quadro è altrettanto composito. Le altre Borse europee si muovono in sostanziale parità o con ribassi contenuti, con Parigi e Francoforte che limitano i danni mentre Amsterdam prova a viaggiare in controtendenza -9. Lo spread tra BTP e Bund tedesco si mantiene sostanzialmente stabile, mentre sul fronte delle materie prime si registra un lieve rialzo del petrolio, condizionato dalle persistenti tensioni geopolitiche, e un arretramento dell’oro, dopo i recenti guadagni che lo avevano portato nuovamente in prossimità dei massimi storici -6.




